venerdì 30 settembre 2011

Recensione 136 - Rumpole of the Bailey

Autore: John Mortimer
Titolo: Rumpole of the Bailey
(Titolo italiano: Avventure di un avvocato)
Serie: Rumpole of the Bailey, #1
Edizione: Penguin, 1980 (prima edizione 1978)
Pag.: 208
ISBN: 9780140046700



Di questa serie ho già parlato qui. Ovviamente dopo il disguido di allora ho recuperato il primo volume ed eccoci qua. Più che un romanzo questa è una raccolta di racconti in cui Rumpole racconta dei casi in cui è stato recentemente coinvolto. Rispetto all'altro libro mi ha colpito di più una certa tristezza di fondo, mitigata sì dall'ironia del narratore, e comunque interessante per le riflessioni di Rumpole, ma comunque c'è una insoddisfazione di fondo (soprattutto per quanto riguarda la vita familiare, e il concetto di coppia che sembra essere vuoto, solo un modo di evitare la solitudine). Inoltre un episodio in particolare sembra voler dire che Rumpole non è affatto il leone del tribunale ma un avvocatucolo da strapazzo noto per i suoi insuccessi. D'altra parte questa visione può essere ribaltata facilmente, per cui chi lo sa... Contemporaneamente devo dire che c'è uno humour inglese davvero delizioso una volta entrati nel mood giusto. Una lettura tranquilla e paciosa, certamente d'atmosfera e interessante anche se non particolarmente travolgente. Piacevolissima la scrittura.

Giudizio: 4/5

giovedì 29 settembre 2011

Recensione 135 - La libreria dei nuovi inizi

Autrice: Anjali Banerjee
Titolo: La libreria dei nuovi inizi
(Titolo originale: Haunting Jasmine)
Traduzione: V. Zaffagnini
Edizione: Rizzoli, 2011
Pag.: 338
ISBN: 9788817049313


Due settimane fa, durante una domenica piovosa e temporaleggiante, ho finito appena prima di pranzo Practically Perfect di Katie Fforde. Il giorno dopo dovevo partire per una settimana di ferie, in aereo e con il solo bagaglio a mano, e non volevo iniziare un libro che non mi sarei potuta portare via. Eppure La libreria dei nuovi inizi ammiccava dalla libreria e così l’ho iniziato...e finito in un paio d’ore (parte della lettura permessa dalla luce di due candele dato che siamo rimasti per un po’ senza elettricità!).
E’ esattamente il genere di lettura adatto a una domenica di magnifica nullafacenza.

La protagonista torna nella sua città natale, un’isola nella zona di Seattle ben lontana dalla civiltà dato che per usare un cellulare bisogna farsi investire dalla marea e internet non esiste. Qui deve sostituire la zia alla guida della sua libreria, mentre lei torna in India per farsi curare. Jasmine è però anche reduce da un divorzio piuttosto brutto, ed è contenta di sottrarsi alle telefonate del marito che sta cercando di vendere la casa dove vivevano insieme. Nel frattempo Jasmine è anche molto preoccupata per il suo lavoro, credo nel campo degli investimenti anche se ora ho già dimenticato di cosa si occupava con esattezza.

Acida, scontrosa, e sicura di poter fare a modo suo, Jasmine deve fronteggiare una libreria con molta più personalità del previsto, l’inizio di un nuovo amore e una rivelazione decisamente interessante! Non ho ben capito la sottotrama della cugina che se ne va di casa (ma che senso aveva?) nè peraltro certe conversazioni così surreali da convincermi che avrei scoperto, continuando a leggere, che si trattava di sogni (ad esempio la conversazione con il marito che le chiede se può generosamente lasciare la casa a lui e alla sua amante). Piccolezze però, il libro è godibilissimo e pieno di citazioni letterarie (e non solo!)!

Giudizio: 4/5

martedì 27 settembre 2011

Recensione 134 - Practically Perfect

Autore: Katie Fforde
Titolo: Practically Perfect
(non tradotto in italiano)
Edizione: Century, 2006
Pag.: 352
ISBN: 9781844136759



Questo è il primo libro che leggo della Fforde, e devo dire che me li aspettavo molto più mielosi, quando invece si tratta di romance/chick lit leggeri e divertenti. Anna è un'architetto d'interni e ha appena acquistato un cottage da ristrutturare e rivendere nella zona inglese degli Cotswolds. In realtà ha scelto la zona anche nella speranza di rivedere il suo grande amore dell'univesità, Max, un conferenziere con cui ha 'quasi' avuto una storia. Nel frattempo Anna fa amicizia con la spumeggiante vicina di casa, adotta un cane e si immerge nella vita locale.

Lettura piacevole anche se onestamente ho visto storie d'amore migliori. Inoltre ho trovato la protagonista Anna un po' lagnosa e a volte assurdamente combattiva. La trama è un po' troppo costruita ma nel complesso la storia regge e non vedo l'ora di mettere nuovamente alla prova la Fforde.

Giudizio: 3/5

Recensione 133 - The Summerhouse Trilogy

Autore: Alice Thomas Ellis
Titolo: The Summerhouse Trilogy
(non tradotto in italiano)
Edizione: Virago, 2007
Pag.: 336
ISBN:  9781844080847


The Summerhouse Trilogy è una vera e propria trilogia composta da tre romanzi, anzi da tre novelle: The Clothes in the Wardrobe, The Skeleton in the Cupboard e The Fly in the Ointment, originariamente pubblicate singolarmente. La trilogia racconta la preparazione di un matrimonio, e ognuna delle tre novelle racconta la stessa storia, più o meno, narrata da una protagonista diversa: la promessa sposa, Margaret; la madre del promesso sposo, Mrs. Monro; un’amica della madre di Margaret, la vivace Lily.

Margaret è da poco tornata da un periodo trascorso in Egitto presso un’amica della madre, quando si trova quasi per caso (o per punizione?) fidanzata con il vicino di casa Syl, che ha il doppio della sua età nonostante tutti gli sforzi compiuti per mantenersi giovane. Qualcosa è successo in Egitto, ma solo poco a poco scopriremo che cosa. Inoltre anche nella seconda e terza parte vengono raccontati degli episodi che possono aiutarci a capire il carattere di Margaret. Apatica e del tutto disinteressata ai preparativi per il matrimonio, Margaret suscita le ire della madre Monica, che da tempo abbandonata dal marito per un’altra donna, vede nel matrimonio l’unica soluzione al carattere problematico della figlia, e pertanto non si interroga sull’assurdità di questa improbabile unione. Anche la madre di Syl, Mrs. Monro, si interroga sul prossimo matrimonio, ma il suo matrimonio è stato infelice e non riesce a fidarsi del suo giudizio. Inoltre vede il matrimonio come un mezzo per liberarsi dall’eccessivo attaccamento del figlio, e anche un modo di far tacere dei dubbi che ha su di lui, perennmente fidanzato a ragazze più giovani che spesso lo lasciano bruscamente. Sarà l’entrata in scena dell’esuberante Lily, un’amica di Monica, a cambiare le carte in tavola.

Appassionante lettura, in cui l’aspetto più interessante è proprio la visione della stessa situazione da tre punti di vista molto diversi. Bellissimo l’approfondimento psicologico delle tre protagoniste, anche se devo dire che Lily – e la sua parte – non mi è piaciuta molto, anche se come personaggio fa la parte del leone. Inoltre alla terza rivisitazione degli eventi un po’ di noia comincia a filtrare.

Giudizio: 4/5

lunedì 26 settembre 2011

Nella mia wishlist [ week 37 ]

Alice Thomas Ellis - The Sin Eater (non tradotto)


Una vecchia famiglia del Galles si riunisce nella tenuta padronale per assistere alla morte del patriarca della famiglia, il Capitano. La vivace eroina Rose, la figlia di un veterinario locale, è sposata con Harry, il figlio più vecchio ed erede. Michael, il figlio più giovane, è sposato con la tradizionale e snob Angela. Una sorella più giovane e repressa, Ermyn, desidera solo diventare una suora. La satira della Ellis include la servitù. La governante Phyllis, un tempo colonna portante della grande casa, deve ora dividere le sue giornate tra l'assistenza al Capitano e la cucina di manicaretti per il grassoccio nipote Gomer, che non fa proprio nulla.
Il figlio di Phyllis, noto in famiglia come Jack il Bugiardo, si ubriaca quanto più spesso possibile e per il resto del tempo ozia. Una pecora da compagnia di nome Virginia Woolf passeggia per la tenuta. Il pittoresco paese di Llanelys, dove la famiglia vive, sfoggia insegne moderne sia in gallese che in inglese; al giorno d'oggi, invece di allevare pecore, i locali tosano i turisti per vivere.

Sallie Day - The Palace of Strange Girls (non tradotto)


La famiglia Singleton è in vacanza. Per la settenne Beth, appena uscita dall'ospedale, questo significa impegnarsi a riempire il suo libro I-Spy e a evitare l'occhio d'aquila della madre Ruth. La sorella sedicenne Helen, nel frattempo, ha fatto amicizia con una cameriera il cui amore per il divertimento accenna a una vita al di là delle severe regole di Ruth.
Ma i tempi stanno cambiando. In qualità di capofabbrica del locale cotonificio, Jack, il marito di Ruth, è stretto fra i sindacati e i proprietari i cui provvedimenti per ridurre i costi minacciano un intero stile di vita. E il suo lavoro non è l'unica cosa a rischio.
Quando arriva una lettera da Creta, un segreto riemerge dalle macerie del passato di guerra di Jack, un segreto che può distruggere il suo matrimonio. Mentre Helen è attirata al di fuori dei sicuri confini dei rigidi decreti della madre, con conseguenze drammatiche, un incontro inaspettato ispira Beth a trovare la sua strada. Nell'arco di una settimana di vacanze, tutti e quattro i Singleton dovranno lottare per trovare il loro posto in un mondo fluttuante di lungomari, sesso illecito e pomposi te del pomeriggio, in questo romanzo toccante ed evocativo.

Alan Bradley - The Sweetness at the Bottom of the Pie (Flavia De Luce e il delitto nel campo di cetrioli)


Inghilterra, 1950.
In un'antica dimora vittoriana, il Colonnello de Luce, vedovo e veterano di guerra, alleva con dedizione e pazienza le sue tre figlie. L'ultima, Flavia, di undici anni, ha una vera passione per le scienze che si traduce in lunghe ore trascorse a fantasticare dentro un polveroso laboratorio di chimica allestito nel solaio. L'inquietante rinvenimento sui gradini di casa di un uccello morto con un raro francobollo stretto nel becco, segna il primo drammatico cambiamento nella tranquilla routine della famiglia de Luce. Quando dietro casa viene rinvenuto un cadavere e il colonnello viene accusato di omicidio, Flavia decide che è finalmente giunta l'ora di mettere a frutto le sue capacità deduttive.

Marjorie Hillis - Il piacere di vivere da sola


I manuali per donne che vivono da sole - per scelta o no - sono sempre esistiti, mentre curiosamente non ci sono molte guide destinate agli scapoli. Questo delizioso libro, riedizione di un best seller americano del 1936, si rivolge a quelle donne che si distinguevano per autonomia e desiderio di emancipazione in un'epoca segnata dalle istanze delle suffragette e che già preludeva alle rivendicazioni del movimento femminista degli anni Sessanta e Settanta. Sorprendentemente attuale nei contenuti, "Il piacere di vivere da sola" è un galateo intelligente e scherzoso che invita le donne sole a non essere vittime ma anzi padrone della situazione, affrontando con grinta e allegria la propria esistenza solitaria e godendosi la grande libertà e le molte opportunità da essa derivanti. Corredato di numerosi esempi di vita vissuta analizzati con impareggiabile acume e di divertenti illustrazioni che ne sottolineano l'incantevole carattere 'old fashion', questo volumetto suggerisce come comportarsi, coccolarsi, partecipare attivamente alla vita sociale, prospettando soluzioni originali alle problematiche più disparate.

lunedì 19 settembre 2011

sabato 17 settembre 2011

Recensione 132 - Soltanto un sorriso

Autore: J. D. Robb (Nora Roberts)
Titolo: Soltanto un sorriso
(Titolo originale: Rapture in Death)
Serie: Eve Dallas/In Death, #4
Traduzione: D. Cerutti Pini
Edizione: TEA, 2009
Pag.: 368
ISBN: 9788850220120


La serie 'In Death' o di Eve Dallas come è più nota in Italia, è una serie mystery/romance con ambientazione scientifica creata dalla famosissima scrittrice romance Nora Roberts, e pubblicato sotto lo pseudonimo J. D. Robb. La protagonista è appunto Eve Dallas, tenente della Omicidi di New York in futuristico Ventunesimo secolo, e il marito, il mega miliardario Roarke.

In questo quarto volume Dallas e Roarke stanno godendosi la loro luna di miele e per fortuna è già quasi finita quando viene interrotta da un suicidio. A questo ne seguiranno altri, tutti poco verosimili in base alla carattere delle persone. Dallas è decisa a provare che si tratta di una serie di omicidi, ma non è semplice, dato che le prove puntano altrove.

Come sempre una lettura piacevole: niente di spettacolare (questa volta il colpevole l'ho individuato pure io, che sono notoriamente una ciofeca) ma ottimo per qualche ora di relax.

Giudizio: 3/5

venerdì 16 settembre 2011

Recensione 131 - Family Album

Autore: Penelope Lively
Titolo: Family Album
(Titolo italiano: Un posto perfetto)
Edizione: Penguin, 2010 (prima edizione 2009)
Pag.: 272
ISBN: 9780141041223


Di Penelope Lively ho già letto diverso tempo fa Tre vite (Consequences), un bellissimo romanzo che racconta tre generazioni di donne dagli anni Trenta ai giorni nostri e che mi ha lasciato con la convinzione che la mia strada e quella della Lively si sarebbero incrociate di nuovo, e così è stato grazie a questo libro dalla meravigliosa copertina. Family Album come si evince già dal titolo parla di una famiglia, e precisamente della famiglia che vive nella grande casa edoardiana di Allersmead, in una non precisata città inglese. La madre chioccia Alison, il padre Charles, uno scrittore di non fiction che vive relegato nel suo studio, la ragazza alla pari Ingrid, che è arrivata un giorno per non andarsene mai più, e i sei figli. Non c'è una vera e propria trama, come il titolo suggerisce infatti la storia della famiglia viene raccontata attraverso vari episodi, alcuni appartenenti agli anni Settanta, quando la storia comincia, altri al giorno d'oggi, in cui i sei figli sono cresciuti e via di casa, e nella grande Allersmead rimangono solo Alison, Charles e Ingrid (e occasionalmente il figlio maggiore). A ognuno dei personaggi viene permesso di raccontare la propria storia: come realizzano i due figli minori durante una cena, ognuno ha un suo ricordo di quella che è stata la vita ad Allersmead. La Lively dà voce ai suoi personaggi, ma non interpreta, lasciando al lettore il compito di capire i motivi dei comportamenti dei vari comportamenti della famiglia, che se per certi versi è una famiglia come tante altre, per altri è decisamente originale.

Ho adorato Family Album perciò devo avvisare che in realtà questo è un libro di bozzetti, e che se non vi piace immergervi nella vita di una famiglia e nella psicologia di una famiglia, probabilmente questo libro non è per voi. E' vero che c'è un segreto (più che un segreto una cosa che tutti sanno ma di cui nessuno parla) ma non è questo il punto focale della narrazione. Il punto focale è Allersmead, e il nucleo familiare creato dalla entusiasta Alison, a cui preme solo la famiglia, preoccuparsi per i figli, cucinare, creare tradizioni familiari e in generale permettere ai figli un'infanzia idilliaca (solo che poi ovviamente nessuno dei figli ricorda la sua infanzia ad Allersmead come idilliaca). E i sei figli che, sparsi per il mondo (o ancora a casa nel caso del primogenito Paul) si chiedono quanto Allersmead e la matriarca Alison abbiano influito sulle loro scelte di vita.

Giudizio: 5/5

giovedì 15 settembre 2011

Recensione 130 - I marmocchi di Agnes

Autore: Brendan O'Carroll
Titolo: I marmocchi di Agnes
(Titolo originale: The Chisellers)
Traduzione: Gaja Cenciarelli
Edizione: Neri Pozza, 2008
Pag.: 186
ISBN: 9788854502864


Gli "imbroglioni" del titolo sono i figli di Agnes Browne che in questo romanzo, seguito del famosissimo Agnes Browne mamma, stanno crescendo e prendendo la loro strada. Nella Dublino degli anni Settanta Agnes Browne deve affrontare il trasferimento in periferia, grazie al comune che ha deciso di ristrutturare gli edifici del centro, mentre il figlio maggiore si impegna a salvare la fabbrica dove lavora e a conquistare il cuore della sua amata. La storia di Mark è il filone principale del romanzo, ma tutti i fratelli e la sorella faranno le loro brave apparizioni, compreso la pecora nera Frankie, che avrà un ruolo in primo piano.

A molte persone è piaciuto di più il primo romanzo (più divertente e assurdo) rispetto a questo, e io faccio controtendenza visto che ho apprezzato molto di più l'atmosfera casalinga e demodè di questo capitolo. E' chiaramente un libro super buonista (i cattivi fanno delle fini esilaranti da quanto sono appropriate e ovviamente irreali) la trasposizione più moderna, dublinese e sulla carta di un film di Frank Capra. Ma il senso del ridicolo dei nostri personaggi evita l'eccessiva zuccherosità della storia. Nel complesso un libro breve, divertente, piacevolissimo. Consigliato.

Giudizio: 5/5

mercoledì 14 settembre 2011

Recensione 129 - Livello di guardia

Autore: Natalino Balasso
Titolo: Livello di guardia
Edizione: Mondadori, 2007
Pag.: 164
ISBN: 9788804564430



In un piccolo paese del Polesine una delle ronde che si occupa di tenere sotto controllo il livello del fiume salva un uomo dal suicidio nel Po. Una volta salvato il misterioso uomo si rivela però afflitto da una devastante perdita di memoria. Pian piano la notizia dello smemorato si diffonde, fino a quando il paese si riempie di giornalisti che vogliono intervistarlo, di un killer che vuole ucciderlo e di tre operai che vogliono capire se è proprio lui, il paròn. Nel frattempo il nuovo proprietario della villa del paese si accosta alla pecora nera del villaggio. E mentre il livello del Po sale, sale anche la tensione...

Non sono un'amante dei comici ma fra tutti devo dire che Balasso è piuttosto piacevole. E sapevo bene che questo non è un libro comico ma un romanzo ambientato in un paesino del Polesine a rischio alluvione. Mi aspettavo una cronaca di provincia alla Vitali o alla Colaprico, e in parte questo Livello di guardia è proprio così. Ma il romanzo si snoda intorno all'entrata in paese di una serie di 'stranieri'. A Balasso perdono i tre operai bergamaschi che sono meravigliosi. Non gli perdono invece di aver centrato tutto il romanzo su queste figure estranee, lasciando il paesino rovigotto sullo sfondo, popolato di macchiette simpatiche e piacevoli ma abbozzate e poco presenti. Mi aspettavo delle placide cronache di provincia spettinate da un mistero sì, ma un mistero locale, fatto di segreti di famiglia, di paese. E invece mi sono ritrovata in mezzo a un guaio alla Carlotto. Addomesticato, più ironico e condito da un bel tocco surreale, ma pur sempre centrato su storie di mafia, di usura, di malavita. Nel complesso non quello che mi aspettavo, anche se comunque molto godibile.

Giudizio: 3/5

martedì 13 settembre 2011

Recensione 128 - Io non ricordo

Autore: Stefan M. Block
Titolo: Io non ricordo
(Titolo originale: The Story of Forgetting)
Traduzione: S. Bortolussi
Edizione: Neri Pozza, 2008
Pag.: 350
ISBN: 9788854502277



Seth ha sedici anni e vive a Austin, nel Texas, insieme al padre e alla madre. La madre di Seth, Jamie, è sempre stata molto sbadata e smemorata e per lungo tempo Seth pensa che questo sia semplicemente il suo carattere. Ma quando la perdita di memoria di Jamie diviene innegabilmente inquietante, Seth e il padre sono costretti a portarla da un medico che le diagnostica una forma di Alzheimer familiare o a esordio precoce. Se fino a quel momento il padre ha finto che le cose non fossero poi così strane, ora davanti alla dura realtà accetta di ricoverare la moglie in un istituto per anziani, dove sarà tenuta sotto controllo. Seth è profondamente arrabbiato - arrabbiato perchè la madre non lo riconosce e non vive più a casa, arrabbiato perchè il padre è sempre più assente, arrabbiato perchè anche lui potrebbe essere destinato allo stesso declino della madre, arrabbiato perchè i genitori non gli hanno mai parlato del loro passato, nè ne hanno parlato fra di loro. E così, ora che la madre vive nel suo mondo, Seth deve scoprire per conto proprio il suo passato.

Abel è anziano e vive nella sua casa fatiscente seguendo uno stile di vita antico, circondato e quasi soffocato dalla modernità. Ma Abel non può andarsene, perchè sta aspettando la figlia da lungo tempo partita. Mentre maledice l'artrosi o va a fare la spesa a cavallo, Abel ricorda di quando viveva con il fratello gemello Paul. Quando Paul sposa Mae, Abel si innamora perdutamente di lei ma cerca di evitarla. Fino a quando Paul parte per il fronte ed Abel scopre che anche Mae condivide i suoi sentimenti.

La storia dell'adolescente arrabbiato e quella dell'anziano che vive nel suo mondo di ricordi ovviamente non corrono parallele ma sono destinate ad incrociarsi. Le due storie si intrecciano però anche a una storia dell'Alzheimer e al mito di Isidora. Personalmente avrei cancellato queste due parti, che diluiscono il romanzo e sono confusionari e dispersivi. Per quanto riguarda le due storie principali, trovo che siano molto interessanti, anche se l'autore ha 'poetizzato' le due situazioni al punto che, chiuso il libro, è difficile mantenere vivi nella memoria questi personaggi improbabili, è difficile affezionarsi e capire le loro scelte. Nel complesso però, soprattutto saltando un po' la parte sulla genetica e la parte su Isidora (noiose!) parecchio scorrevole.

Giudizio: 3/5

lunedì 12 settembre 2011

Nella mia wishlist [ week 36 ]

Mari Strachan - The Earth Hums in B Flat (La musica segreta della terra)


Gwenni Morgan ha dodici anni. La notte non dorme granché bene perché divide il letto con Bethan, sua sorella. È vero che prima di andare a letto dispone un nastro rosa nel senso della lunghezza per delimitare il suo territorio, ma la sorella sconfina invariabilmente, costringendola a trovare una via di fuga immaginaria. Ogni notte Gwenni sogna di volare nel cielo sopra il villaggio del Galles in cui abita, e a volte vede cose che non dovrebbe vedere. Come il signor Evans, che galleggia a braccia spalancate nella vasca battesimale. Gwenni è curiosa e ha una grande fiducia nelle parole. Ecco perché legge tanto e fa tante domande. Domande che forse non dovrebbe porre e che la portano a scoprire cose che nel villaggio in cui vive, come in molti altri posti del genere, sono rimaste nascoste per anni, coperte da un'omertà diffusa. E che la riguardano da vicino. Come il fatto che sua sorella Bethan non è affatto sua sorella e altre rivelazioni altrettanto sconcertanti, oscuri segreti celati dietro la facciata di rispettabilità che gli adulti erigono tutte le volte che non vogliono o non sanno affrontare la realtà che loro stessi hanno contribuito a creare. Un romanzo forte e delicato al tempo stesso, che cattura sin dalle prime pagine, con una voce fresca e assolutamente credibile. Una storia che lascia il segno.

Michael Gilbert - Smallbone Deceased (C'è un cadavere dall'avvocato)


A Londra, nel rispettabilissimo studio legale Horniman, Birley & Craine, è accaduto un fatto inaudito. I bauli a chiusura ermetica per custodire gli atti erano l'orgoglio e il vanto del vecchio Horniman, il fondatore appena defunto, uomo meticoloso e maniaco dell'ordine che aveva ideato un efficiente sistema di archiviazione. Ora, dentro uno di essi, c'è nientemeno che il corpo in decomposizione di uno dei clienti dello studio, garrotato con il filo di ferro.

Eleanor Brown - The Weird Sisters (Le sorelle fatali)


Cordelia, la più piccola delle sorelle Andreas, riceve un giorno per posta le seguenti righe: Andiamo, su, a pregare gli dei per nostra madre che è presa dalle doglie. La lettera reca la firma di James Andreas, genitore di Cordelia e di Rosalinda e Bianca, docente di letteratura inglese al Barnwell College con un chiodo fisso in testa: William Shakespeare. Avvolta dalle tempeste di sabbia dei versi shakespeariani sin da piccola, con un padre bizzarro, dotto e ossessivo che comunica quasi soltanto attraverso la lingua del genio di Stratford-upon-Avon, Cordelia comprende all'istante il contenuto di quelle righe: la madre è così gravemente malata che occorre subito tornare a Barnwell, la ridente cittadina del Midwest americano dove le tre sorelle hanno vissuto i giorni felici dell'infanzia e dell'adolescenza. Questo è, almeno, quello che Rose, Bean e Cordy, in momenti diversi, decideranno ciascuna per sé: tornare a casa per poi ripartire verso un'altra grande avventura della loro giovane vita. In realtà, a spingerle a fare immediato ritorno a Barnwell è il loro fallimento, la necessità di allontanarsi da un'esistenza sull'orlo del naufragio. Ritornate a Barnwell, le tre sorelle si ritrovano a fare i conti con il loro passato e la loro storia presente. La lunga estate al capezzale della madre le pone, infatti, irrimediabilmente davanti al destino comune che le lega, come le sorelle fatali, le tre streghe del Macbeth, l'opera che ha accompagnato la loro meravigliosa e incomparabile infanzia.

Penelope Lively - The Photograph (La fotografia)


Curiosando in un armadio di casa, Glyn Peters, storico e celebre personaggio televisivo, trova casualmente una fotografia che non aveva mai visto prima diallora. Scattata d'estate, diversi anni prima, l'immagine mostra Kath, la bella moglie mancata da poco, con le mani nelle mani di suo cognato. La mente di Glyn inizia ad affollarsi di domande. Chi scattò la fotografia? Dove e quando fu scattata? Chi altro sapeva? E Kath ha fatto in modo che lui trovasse quella foto? Un mondo di certezze, di affetti sembra sgretolarsi e quella donna tanto amata tutto a un tratto diventa una sconosciuta, un enigma.

Brendan O'Carroll - The Young Wan (Agnes Browne ragazza)


Prima di essere mamma, prima di mettere al mondo i suoi marmocchi e prima che i suoi marmocchi la rendessero nonna, Agnes Browne era Agnes Reddin, esile e indisponente ragazzina del Jarro, figlia di Connie Parker-Willis, contabile della fonderia Parker-Willis, che fondeva ferro a Dublino fin dal 1801, e di Bosco Reddin, primogenito di Sean Gambasvelta Reddin, malandato eroe della Fratellanza repubblicana irlandese. Quando i genitori di Agnes convolarono a nozze nella chiesa di St Jarlath, dal lato dello sposo non c'era un posto a sedere libero. Da quello della sposa, invece, erano in quattro. Tre spaesati parenti alla lontana e un ubriacone della zona. Dei Parker-Willis nemmeno l'ombra, disgustati com'erano dalla sola idea che Connie si maritasse con un operaio della loro fonderia, e per giunta un sindacalista.

giovedì 8 settembre 2011

Recensione 127 - For One More Day

Autore: Mitch Albom
Titolo: For One More Day
(Titolo italiano: Un giorno ancora)
Edizione: Hyperion, 2006 (prima pubblicazione:
Pag.: 197
ISBN: 9781401303273


A differenza di Death of a Superhero, For One More Day è smaccatamente buonista, come d'altronde tutti i romanzi di Mitch Albom, incluso il suo bellissimo I miei martedì col professore. A differenza di quest'ultimo, però, For One More Day non mi ha colpito molto, o per lo meno non in senso positivo.

"Chick" Benetto è un giocatore di baseball che per sei settimane è riuscito a giocare nella Major League. A lui però queste sei settimane non sono bastate e ha trascorso il resto della sua vita cercando disperatamente di rientrare nel mondo dei big del baseball, e poi, quando era ormai evidente che non c'era nessuna possibilità, ubriacandosi e allontanandosi da tutti i suoi cari. Il giorno in cui riceve un paio di fotografie del matrimonio della figlia, che non lo ha voluto come invitato, Chick capisce che la sua vita è stata un totale fallimento e decide di suicidarsi, però tornando al suo paesino natale. Qui, dopo aver causato un incidente con un camion, Chick vede sua madre, in realtà morta da otto anni, e passa la giornata con lei. Durante questa giornata Chick ricorda la sua infanzia, il padre adorato, il divorzio dei genitori, il college e impara a conoscere nuovi aspetti della vita della madre, che negli ultimi anni lui aveva molto trascurata.

Il buonismo e la sdolcinatezza possono andare bene in un romanzo se veicolano un messaggio importante (e I miei martedì col professore secondo me ha un messaggio importante). In questo caso ci viene detto che è davvero importante amare i propri genitori perchè spesso noi ci vergogniamo di loro o non capiamo le loro scelte solo perchè non abbiamo il quadro generale. Ma il problema di Chick non è solo che si vergognava della madre (e ancora si vergogna quando scopre che ha fatto la donna delle pulizie per mantenere lui e la sorella al college). Il problema di Chick è che lui ha fatto un gran casino della sua vita e sinceramente in un libro con un minimo di realismo una persona così sarebbe proprio da buttar via, perchè nessuno può cambiare così tanto nella vita. Potrei comunque accettare il cambiamento se mi insegnasse qualcosa, se mi facesse riflettere su qualcosa. E invece la morale sembra essere che dobbiamo perdonare noi stessi. Punto. Ah bè. Come dire, edificante!

Giudizio: 2/5

mercoledì 7 settembre 2011

Recensione 126 - Death of a Superhero

Autore: Anthony MacCarten
Titolo: Death of a Superhero
(Titolo italiano: Morte di un supereroe)
Edizione: Alma Books, 2007 (prima pubblicazione 2006)
Pag.: 228
ISBN: 9781846880438


Donald Delpe è il vostro classico teenager: ossessionato dal sesso, appassionato di musica e videogiochi, disegnatore di fumetti di supereroi. Ma Donald è anche terribilmente ammalato, e la sua famiglia spera che lui sia capace di uscire dal suo mondo fittizio e di affrontare la battaglia contro la leucemia. Quando però Donald tenta il suicidio, i suoi genitori lo fanno incontrare con un loro amico di famiglia, psichiatra. Adrian stesso non ha quel che si dice una vita perfetta: la sua bellissima e adorata moglie, infatti, vive in campagna con i suoi amati cavalli e si rifiuta di avere rapporti con lui, rassicurandolo però di amarlo ancora. Quando Adrian conosce Donald capisce che per aiutarlo davvero forse è necessario essere un po' più creativi e infrangere un po' di regole. Ma ne varrà sicuramente la pena, anche perchè l'incontro con Donald aiuta Adrian ad affrontare la sua vita in stand-by.

Mi dispiace dire che non mi è piaciuto tantissimo, non come speravo per lo meno. Soprattutto all'inizio non sono riuscita a sentirmi coinvolta dalla storia, nè a percepire come reali i personaggi del romanzo, tanto che più volte ho meditato di abbandonare definitivamente la lettura. Il romanzo è scritto come una sceneggiatura e questo particolare secondo me non aiuta ad entrare nella storia, anzi. Credo che l'autore abbia scritto questo libro con l'intenzione di creare una storia vera, cruda, non il solito romanzo buonista. Eppure in fin dei conti anche questo romanzo è buonista come tutti gli altri, solo che il procedimento è molto meno piacevole.

Giudizio: 3/5

Recensione 125 - Patty Jane's House of Curl

Autore: Lorna Landvik
Titolo: Patty Jane's House of Curl
(non tradotto in italiano)
Edizione: Virago, 1997 (prima pubblicazione 1995)
Pag.: 288
ISBN: 9781860491566


Questo romanzo fa parte di quel gruppo di libri in lingua originale richiesti man mano da Bookmooch in quei momenti in cui non sapevo che cosa chiedere e - avendo un bel po' di punti - andavo un po' a naso. In questo caso devo dire di averci proprio azzeccato (e speriamo che anche l'altro libro di Landvik che possiedo - ovviamente ancora da leggere - sia altrettanto bello). Patty Jane è la protagonista di questo romanzo (ambientato a Minneapolis negli anni Cinquanta) insieme alla sorella Harriett. Figlie di alcolisti, le due sorelle si ripromettono di crearsi una vita diversa e quando Patty Jane convola a giuste nozze con il bellissimo Thor, sembra proprio che tutto stia andando come deve andare. Ma se Patty Jane è al settimo cielo quando scopre di essere rimasta incinta già in luna di miele, nonostante le precauzioni, Thor è molto più combattuto. Così quando a pochi giorni dal lieto evento Thor lascia Patty Jane dopo una litigata e non torna più, è facile pensare che se ne sia andato perchè incapace di affrontare la paternità. Per fortuna Harriett sembra più fortunata, quando si innamora perdutamente di un buffo ometto che si rivela essere non solo ricchissimo ma anche perdutamente innamorato ed infinitamente servizievole con lei e tutta la sua famiglia.

Inizialmente ho faticato un pochino a prendere il ritmo: mi aspettavo che si parlasse fin dall'inizio di questo salone di bellezza e di questo gruppo di donne che si fan forza l'una con l'altra. Invece la parte iniziale è giustamente dedicata alla storia delle due sorelle e di come si è poi arrivato a questa famosa House of Curl. E' decisamente un romanzo per chi cerca delle emozioni: il legame fra le due sorelle, l'amore che ognuna di esse trova nella vita, le tragedie che le colpiscono, il modo in cui i legami femminili aiutano a superare le cose. Personalmente ho adorato questa storia e a tratti ho dovuto chiudere il libro dalla commozione.

Giudizio: 4/5

martedì 6 settembre 2011

Riepilogo di agosto



Un buon mese di letture, con sedici libri letti (di cui uno una rilettura, proseguo infatti con la rilettura della saga di Martin). Continua anche la mia campagna pro l'abbandono dei libri, con ben tre libri abbandonati, di tre generi completamente diversi: Una testa mozzata di Irvine Welsh (ma qui si sapeva già che non è il mio genere); La strada per Smirne di Antonia Arslan (questa una brutta sorpresa, ma ho trovato il libro molto confusionario, forse anche perchè non ricordavo più nulla del precedente); A passo di danza di Elisabetta Modena (mi aspettavo di riuscire a leggerlo dato che è così breve, invece...). Il peggiore del mese senza dubbio The Death of Bunny Munro di Nick Cave, anche qui giocavo fuori casa ma il libro mi ispirava parecchio. A seguire diversi chick lit mediocri (ormai spero di aver ridotto di gran lunga il numero di chick lit presi a caso della mia pila di libri da leggere). Una delusione anche il classico del mese, un Maugham pesante con un protagonista antipaticissimo, e i racconti della Huff, che tanto avevo apprezzato negli altri libri della stessa serie. Piccole delusioni anche il romanzo della Tyler e quello della Weiner, che consideravo una garanzia. Una conferma Charlaine Harris con la saga di Sookie Steackhouse, e alcune ottime sorprese, libri un po' datati: I Capture the Castle di Dodie Smithe e La signora Harris di Paul Gallico. Buone anche altre new entry, ovvero The Vanishing Act of Esme Lennox di Maggie O'Farrell e Rumpole and the Penge Bungalow Murders di John Mortimer.

R110 Tanya Huff - Blood Bank 3/5
R111 W. Somerset Maugham - Schiavo d'amore 3/5
Irvine Welsh - Una testa mozzata *abbandonato*
R112 Dodie Smith - I Capture the Castle 5/5
Antonia Arslan - La strada per Smirne *abbandonato*
R113 India Knight - Single senza pace 2/5
R114 Charlaine Harris - Dead Reckoning 4/5
R115 Jane Green - Hai scelto, Libby? 2/5
R116 Maggie O'Farrell - The Vanishing Act of Esme Lennox 4/5
R117 Carmen Reid - Il club dello shopping 3/5
Elisabetta Modena - A passo di danza *abbandonato*
R118 Alice Hoffman - The Ice Queen 3/5
(George R. R. Martin - Tempesta di spade *rilettura* 5/5)
R119 John Mortimer - Rumpole and the Penge Bungalow Murders 4/5
R120 Paul Gallico - La signora Harris 5/5
R121 Anne Tyler - Breathing Lessons 3/5
R122 Jennifer Weiner - Vicino, sempre più vicino 3/5
R123 Nick Cave - The Death of Bunny Munro 2/5
R124 Richard Powell - Vacanze matte 4/5

Per quanto riguarda i nuovi acquisti, fra i già letti segnalo come acquistati (o ricevuti da BM) nel mese di agosto i libri delle recensioni 119, 120, 122 e 124. Fra i non letti:

Winifred Wolfe - Tutte le ragazze lo sanno
Paul Collins - Al paese dei libri
John Mortimer - Rumpole of the Bailey

Di questi nuovi libri la maggior parte sono stati acquisti (solo due arrivano da Bookmooch, che per il momento ho quasi smesso di usare). Un po' per la felicità di essere riuscita a ridurre ancora un po' la pila dei non letti (ora sono a quota 150, dieci in meno rispetto a fine luglio, anche se bisogna calcolare appunto tutti quelli acquistati. Un po' per la brutta notizia che tutti ormai conoscono: a inizio settembre inizia la regolamentazione degli sconti sui libri nuovi, e quindi ci sarà un po' meno pacchia per tutti. Personalmente, credo che acquisterò la maggior parte dei miei nuovi libri (anche se fino a fine anno dovrei acquistarne ben pochi, visto quanti ne ho ancora da leggere) presso i venditori online inglesi TheBookDepository (per il nuovo) e Awesomebooks (per l'usato). Se leggete in inglese, ve li consiglio caldamente. Se invece leggete solo in italiano, prendete i contatti con la biblioteca pubblica più vicino, ormai con lo scambio interbibliotecario si ha accesso praticamente a tutto.

Buone letture!

lunedì 5 settembre 2011

Nella mia wishlist [ week 35 ]

Jan Struther - Mrs. Miniver (La signora Miniver)


Fuori stampa in italiano, questo romanzo nacque come rubrica giornalistica scritta da Jan Struther sotto i nome fittizio di Mrs. Miniver e pubblicata sul Times. Inizialmente si trattava di riflessioni domestiche sulla vita quotidiana e basate sull'esperienza personale dell'autrice, ma ben presto l'avvicinarsi della seconda guerra mondiale introdusse una nota più cupa.

venerdì 2 settembre 2011

Recensione 124 - Vacanze matte

Autore: Richard Powell
Titolo: Vacanze matte
(Titolo originale: Pioneer, Go Home!)
Traduzione: Carlo Rossi Fantonetti
Edizione: Einaudi, 2011 (prima edizione 1959)
Pag.: 337
ISBN: 9788806207243



I Kwimper sono una famiglia piuttosto strampalata, e fanno parte di una specie di tribù, i Kwimper del New Jersey, un gruppo di persone che si sposano tra loro, non danno confidenza agli estranei e vivono facendo della sussistenza statale un'arte. Papà Kwimper, figlio Kwimper, due gemelli combinaguai che non si capisce bene da dove arrivino ma sono Kwimper, e la babysitter (che non è una Kwimper, ma i Kwimper hanno deciso di passarci sopra) stanno tornando da una vacanza quandò papà Kwimper imbocca una strada non ancora aperta al traffico, lungo la quale i nostri eroi rimangono bloccati quando finisce la benzina. Aspetta che ti aspetta, dato che non passa nessuna macchina, i Kwimper cominciano ad organizzarsi e nel giro di qualche giorno mettono in piedi un vero e proprio accampamento. E' a questo punto che il direttore dei lavori signor King capita in zona e li caccia di malo modo. I Kwimper subito se ne vanno, ma appena scoprono che c'è un inghippo, tornano sul terrapieno che di fatto è terra di nessuno e decidono di non muoversi più di lì. Fra dipendenti pubblici e mafiosi, tutti tenteranno di sloggiarli, ma cozzeranno contro l'incredibile onestà di Kwimper figlio e la terribile testardaggine di Kwimper padre (per non parlare dell'intelligenza della babysitter e delle birbonate dei gemelli).

Vacanze matte è un libro comico, una bella commedia leggera e divertente. Ed è anche un libro d'avventura, fonte di fascino con tutte le sue strategie di sopravvivenza, fra pesca e costruzione di baracche. Ma soprattutto secondo me è un libro sovversivo. E' sovversivo perchè suggerisce che se ci impegniamo possiamo combattere il governo (e la burocrazia!) e vincere!

P.S.: bellissima la copertina della nuova edizione, da un dipinto di Norman Rockwell.

Giudizio: 4/5

giovedì 1 settembre 2011

Recensione 123 - The Death of Bunny Munro

Autore: Nick Cave
Titolo: The Death of Bunny Munro
(Titolo italiano: La morte di Bunny Munro)
Edizione: Canongate Books Ltd., 2009 (prima pubblicazione 2008)
Pag.: 224
ISBN: 9781847673763


Bunny Munro è un rappresentante di prodotti di bellezza che gira l'Inghilterra presentando i suoi prodotti e seducendo ogni donna che incontra. Ossessionato dalle donne (e dalla vagina di Avril Lavigne, e da Kylie Minogue) Bunny Munro un giorno torna a casa e scopre che la moglie si è suicidata. Dopo aver espletato le necessarie cerimonie e burocrazie, Bunny prende con sè il figlioletto Bunny Jr. (intelligente, affascinato dalla sua enciclopedia per bambini in un volume) e si mette in strada con una lista di clienti. Segue un giorno bizzarrissimo, popolato di flashbacks che ben spiegano certe evoluzioni della trama e di episodi ai confini della realtà. Per tutto il libro mi ha profondamente irritata l'atteggiamento del protagonista nei confronti del figlio e del padre (non che il suo atteggiamento nei confronti delle donne sia più apprezzabile).

Non l'ho capito e forse è giusto così: questo romanzo cade completamente fuori dalla mia zona di conforto quando si parla di libri. Eppure a volte uscire dal genere aiuta. Non è questo il caso. Due stelline solo perchè il personaggio del figlio è carino e la scrittura è notevole (ma i contenuti... aiuto!)

Giudizio: 2/5