venerdì 29 luglio 2011

Recensione 107 - Arrivederci piccole donne

Autore: Marcela Serrano
Titolo: Arrivederci piccole donne
(Titolo originale: Hasta siempre, mujercitas)
Traduzione: Michela Finassi Parolo
Edizione: Mondadori (I Miti), 2005 (edizione originale: 2004)
Pag.: 271
ISBN: 9788804550211



In un piccolissimo paese sperduto nella campagna del Cile, quattro cugine si ritrovano ogni estate e crescono insieme: Nieves, Ada, Luz e  Lola. La Serrano le segue come fossero quattro versioni più moderne e sudamericane delle quattro piccole donne della Alcott, sullo sfondo molto nebuloso di un Cile in pieno colpo di stato. In realtà il romanzo è ambientato ai giorni nostri, e le quattro donne ricordano le loro estati passati al ranch di famiglia. La vera protagonista è però Ada-Jo che fin da ragazzina è la più vivace, anche se amante dei libri e futura scrittrice. Vivace ed innamorata di Oliviero, che però - anche se non geneticamente - è per lei un fratello. Un amore incestuoso che la logora, portandola a vivere un episodio che costituirà il fulcro della gioventù delle quattro cugine.

E' da tantissimo tempo che non leggo una saga sudamericana e forse ho perso quel senso della magia che permette di assaporarle in tutta la loro drammaticità. Infatti avrei preso a sberle tutte e quattro le cugine e anche qualche altro personaggio. Nives è una versione alla "casalinghe disperate" molto lontana dalla dolce Meg del libro originale. Da sempre desiderosa di costruirsi una famiglia, Nives diventa una di quelle donne che vivono per gli altri, ma si sente frustrata, soffre della mancanza di soldi, e ormai vive con il marito come se fossero fratello e sorella. Ada vive una vita nomade, apparentemente cascando sempre bene con il minimo sforzo. Nasconde un segreto piuttosto pesante relativo alla sua gioventù e decide di liberarsene non solo confessandolo alle cugine ma anche scrivendo un libro in cui sbandiera la storia di famiglia ai quattro venti. Luz è il personaggio meno presente, in quanto muore giovanissima mentre sta facendo volontariato in Africa, la sua missione nella vita era fare del bene agli altri ma è stata stroncata troppo presto. Lola invece è la classica femme fatale con cervello che viene lasciata dal marito perchè dopo aver fatto più carriera di lui (ma dopo che lui subdolamente si è fatto praticamente mantenere per anni) lei vorrebbe creare una sua ditta e dà per scontato di poter avere il suo appoggio economico nei primi tempi.

Un bel campionario, non c'è che dire. Non mi sono immedesimata con nessuna delle protagoniste e devo dire che non ho apprezzato tantissimo la storia anche se devo ammettere che è piuttosto avvincente.

Giudizio: 3/5

Recensione 106 - L'uomo con due piedi sinistri

Autore: P. G. Wodehouse
Titolo: L'uomo con due piedi sinistri
(Titolo originale: The Man With Two Left Feet)
Traduzione: G. V. Pisano
Edizione: Mursia, 1991 (prima edizione: 1917)
Pag.: 224
ISBN: 9788842507772


Decisamente di gran lunga il peggiore fra quelli letti finora di Wodehouse. Normalmente questo autore si guadagna minimo quattro stelline, spesso cinque. In questa raccolta di racconti, invece, siamo molto più bassi e una buona parte della colpa credo sia del traduttore. Per tutto un racconto mi sono chiesta perplessa come mai il protagonista, ballerino professionista al soldo di un locale, durante il suo lavoro era ricercatissimo dagli altri uomini per fare un ballo. Due uomini che ballano insieme? Ebbene sì! Perchè il traduttore ha fatto un piccolo errore trasformando una ballerina in ballerino.

Al di là di questo però non mi è sembrato che i racconti brillassero per trama, anche se è vero che Wodehouse affascina soprattutto per la sua ironia, e se il traduttore ha sbagliato il genere di un personaggio (cosa che saltava molto all'occhio fra l'altro) ho i miei dubbi che abbia saputo cogliere l'ironia dei racconti, figuriamoci tradurla, per cui può ben essere che l'originale fosse molto godibile.

In genere comunque consiglio caldamente questo autore, estremamente prolifico. Due sono le "serie" principali (non sono propriamente serie, ma romanzi con protagonisti ricorrenti): quella del Castello di Blandings e quella di Jeeves. Poi ci sono altre serie minori, e ovviamente i racconti, come quelli raccolti qui.

Giudizio: 3/5

giovedì 28 luglio 2011

Recensione 105 - Margherita Dolcevita

Autore: Stefano Benni
Titolo: Margherita Dolcevita
Edizione: Feltrinelli, 2006 (prima edizione 2005)
Pag.: 206
ISBN: 9788807819308


Margerita Dolcevita è la storia della ragazzina Margherita, che vive nella periferia di una città non definita insieme ai genitori (una madre appassionata di soap opera che fuma sigarette virtuali e sa trasformare qualsiasi cosa in polpettone e un padre che dà asilo politico a tutto ciò che è vecchio e lo aggiusto), ai due fratelli (uno maggiore e truzzo e uno minore, genietto indisponente) e al nonno scatenato che balla il tango con uno spirito e vive in soffitta come se il progresso tecnologico non ci fosse mai stato.

Margherita è un po' in sovrappeso, ha una testa di ricci biondi e ama la natura, gli animali e i libri. Conosce la Ragazzina di Polvere, una bambina fantasma che difende la natura intorno alla casa di Margherita quando viene minacciata dal progresso. Nonostante il suo animo fantasioso e bambinesco, Margherita è anche molto perspicace e ha una mentalità adulta nell'osservare ciò che la circonda.

E un bel giorno nell'appezzamento vicino a casa sua, Margherita e la sua famiglia vedono nascere una casa a forma di cubo nero, vedono rimpiazzare la fastidiosa natura vera da una natura di plastica e vedono arrivare una bizzarra famiglia che inizialmente provoca qualche fastidio ma ben presto affascina tutta la famiglia, Margherita e nonno esclusi, anticipando ogni desiderio e facendola diventare simile alla loro.
Ovviamente c'è qualcosa che non va, e Margherita comincia ad investigare...

Una ferocissima satira nei confronti della tecnologia e del progresso (che sinceramente condivido solo fino a un certo punto, e per la maggior parte solo in teoria: vorrei comunque vedere se davvero Benni vive come il nonno, scaldandosi solo con il camino - cosa che comunque è meno ecologica rispetto al riscaldamento a metano, a meno che non si utilizzi uno dei moderni caminetti ecologici esistenti grazie al progresso tecnologico!) in una fiaba che vede Margherita protagonista in un mondo eccentrico e fatato che viene pian piano appiattito dall'influenza dei nuovi vicini i Dal Bene, fino ad un finale che, onestamente, costa al libro la quinta stellina perchè totalmente fuori tema (senza contare che poi molte cose non vengono chiuse affatto).

Giudizio: 4/5

Recensione 104 - Bacio sacro

Autore: Melissa de La Cruz
Titolo: Bacio sacro
(Titolo originale: Masquerade)
Traduzione: Nello Giugliano
Serie: Blue Bloods, #2
Edizione: Fanucci, 2009 (prima edizione 2007)
Pag.: 288
ISBN: 9788834715109


Bacio sacro è il secondo volume della serie Blue Bloods di Melissa de La Cruz. Il primo volume, Sangue blu, non mi aveva entusiasmata (ma nemmeno schifata, che non è poco). Ho avuto questo secondo da uno scambio molto tempo fa e finalmente mi sono decisa a leggerlo. Confermo la mia opinione precedente: medio. Non è male ma nemmeno molto interessante, decisamente per lettori adolescenti. Certo può benissimo piacere anche agli adulti, ma per me non è scoccata la scintilla, nessuno dei personaggi mi entusiasma molto, e la parte più interessante (le vite passate, i 'servitori' dei vampiri) mi sembrano trattati poco, ai margini della narrazione. Per questo ho deciso che abbandono la serie.

Giudizio: 3/5

mercoledì 27 luglio 2011

Recensione 103 - Giorni memorabili

Autore: Michael Cunningham
Titolo: Giorni memorabili
(Titolo originale: Specimen Days)
Traduzione: Ivan Cotroneo
Edizione: Bompiani, 2007 (prima edizione 2005)
Pag.: 410
ISBN: 978-88-452-5903-6


Lei disse (sebbene non parlasse con le parole): Siamo questo adesso. Eravamo stanchi e sfruttati, vivevamo in stanze minuscole, mangiavamo dolci di nascosto, ma adesso siamo raggianti e pieni di gloria. Non siamo più qualcuno. Siamo parte di qualcosa di più grande e meraviglioso di quanto i vivi possano immaginare. (129-30)

"Si guardi intorno," disse. "Vede felicità? Vede gioia? Gli americani non sono mai stati così ricchi, la gente non è mai stata così al sicuro. Non hanno mai vissuto così a lungo, così in buona salute, mai, in tutta la loro storia. A una persona di un secolo fa, non di più, questo mondo sarebbe sembrato il paradiso. Possiamo volare. I nostri denti non marciscono. I nostri bambini non hanno un po' di febbre un momento e poi il momento dopo sono morti. Non c'è letame nel latte. C'è latte, quanto ne vogliamo. La Chiesa non può arrostirci vivi se la pensiamo diversamente. Gli anziani non possono lapidarci perchè abbiamo commesso adulterio. I nostri raccolti non vanno a male. Possiamo mangiare pesce crudo nel deserto, se vogliamo. E ci guardi. Siamo così obesi che ci servono lotti cimiteriali più grandi. I nostri bambini di dieci anni si fanno di eroina, o uccidono bambini di otto anni, o fanno tutte e due le cose. Divorziamo più velocemente di quanto ci sposiamo. Tutto quello che mangiamo deve essere sigillato perchè, se non lo fosse, qualcuno lo avvelenerebbe, e se non trovano come metterci il veleno, ci mettono dentro degli spilli. Un decimo di noi è in galera, e non riusciamo a costruire le nuove carceri abbastanza in fretta. Bombardiamo gli altri paesi semplicemente perchè ci innervosiscono, e la gran parte di noi non solo non saprebbe trovare questi paesi su una cartina, ma non saprebbe neanche dire in quale continente si trovino. Tracce degli ignifughi che mettiamo nei rivestimenti e nei tappeti cominciano a venire fuori nel latte materno. Quindi, mi dica. Direbbe che funziona bene? Le sembra una storia che dovrebbe continuare?"

Cunningham riprende lo stile tripartito già utilizzato ne Le ore, romanzo che ho letteralmente adorato. Anche qui le tre parti ruotano intorno a un romanzo e a un autore, in questo caso Foglie d'erba di Walt Whitman.
Nella prima parte siamo nella New York dell'Ottocento e un ragazzino in parte deforme prende il posto in fabbrica del fratello maggiore, morto proprio schiacciato da un macchinario. Ossessionato da Whitman,  il ragazzino comincia a sentire gli spiriti dei morti che cercano di fare del male ai vivi attraverso le macchine. Nella seconda parte, ambientata nella New York moderna, un'investigatrice della polizia si trova a dover fronteggiare dei ragazzini kamikaze che piazzano bombe senza un apparente schema, e che sembrano far capo a un'eccentrica donna che conoscono come Walt Whitman e che li ha allevati con i versi di Foglie d'erba. Nella terza parte siamo in una New York futuristica. Il protagonista è un drone che viene dichiarato illegale e pertanto fugge prima di essere 'ucciso'. Alla sua fuga si unisce un'aliena, una razza che sulla terra è destinata ai lavori meniali e alla discriminazione.

Non mi è piaciuto come Le ore, e dubito che Cunningham si ripeterà per quel che mi riguarda. In generale il romanzo sembra parlare di oppressione e di ribellione all'oppressione, anche se in realtà nella seconda parte la ribellione non è tanto nei confronti di un'oppressione, quanto nei confronti di uno stile di vita solo apparentemente migliore, ma in realtà da boicottare. L'ambientazione della prima parte è stata la mia preferita, ma il protagonista visionario non mi ha entusiasmato. La seconda parte è forse quella che ho capito meno ma che ho apprezzato di più (forse perchè la protagonista era il personaggio più comprensibile, più avvicinabile). La terza parte l'ho trovata un po' tirata, sia per la parabola del protagonista sia per l'ambientazione. Nel complesso un romanzo molto interessante.

Giudizio: 4/5

Recensione 102 - The Trouble With Magic

Autore: Madelyn Alt
Titolo: The Trouble With Magic (non tradotto)
Serie: Bewitching Mystery, #1
Edizione: Berkley, 2006
Pag.: 272
ISBN: 9780425207468


Maggie O'Neill vive a Stony Mill, Indiana, una cittadina apparentemente tranquilla. La vita di Maggie non è il massimo: da tempo non ha un fidanzato fisso, vive in appartamento seminterrato piuttosto bruttino dato che il suo stipendio non è un granchè, e nemmeno il suo lavoro come segretaria, a dire il vero. Un mattino però Maggie incontra Felicity Down, l'elegante proprietaria di Enchantments, una piccola boutique che vende antichità e cose preziose. Felicity offre a Maggie di lavorare per lei, peccato che proprio al primo giorno di lavoro Felicity debba uscire di fretta e venga fermata dalla polizia per accertamenti relativamente alla morte di sua sorella... Maggie sa che Felicity si definisce una strega, ma ovviamente non ha dato peso alla cosa visto che non crede nel soprannaturale. Perchè il soprannaturale non esiste. Giusto?

Maggie è una protagonista davvero simpatica, anche se piuttosto stereotipata: è carina ma non magrissima, cosa che ovviamente per lei è un problema, ha una madre opprimente e una sorella perfetta, un padre che la sostiene e un nonno eccentrico che la adora. In un appartamento sopra al suo vive la sua migliore amica, con cui condivide pettegolezzi e una passione per Tom Selleck. E' single e ogni giovanotto carino diventa un oggetto di interesse (ma la cosa non è troppo imbarazzante, fortunatamente). E' perennemente in bolletta, la sua macchina è un catorcio che sembra avere una sua personalità. Il suo capo è un mostro e quando Maggie comincia a lavorare per Felicity ha subito l'impressione che sia una brava persona e le concede il proprio sostegno con una incredibile fedeltà.

In questo libro, che è il primo di una serie, non si parla moltissimo di magia ma bisogna capire chi sta cercando di incastrare Felicity e perchè. Non ci sono particolari sviluppi romantici, piuttosto la protagonista scopre qualcosa di più relativamente alla sua capacità di ascoltare e capire gli altri. Nonostante i pregi, devo dire che il libro è un po' lento, e Felicity non convince molto come comprimaria. Carino ma anche evitabile.

Giudizio: 3/5

martedì 26 luglio 2011

Recensione 101 - Solo con gli occhi

Autore: Wataya Risa
Titolo: Solo con gli occhi
(Titolo originale: Keritai Senaka)
Traduzione: Antonietta Pastore
Edizione: Einaudi, 2007
ISBN: 978-88-06-17986-1



Hatsu è al primo anno di liceo e non è riuscita ad integrarsi bene. La sua è una solitudine in parte voluta in parte imposta, e l'unica persona ad allievarla è la sua compagna delle medie, Kinuyo, che però ha nuovi amici e si sta staccando sempre di più. Durante un'ora di scienze Hatsu viene affiancata per un esperimento all'altrettanto solitario Ninagawa, un ragazzo perso nel suo mondo e fan accanito di una modella di cui raccoglie memorabilia. Proprio il fatto che nel passato Hatsu abbia incontrato questa modella in un negozio della loro città avvicina i due adolescenti in una relazione bizzarra.

Scordatevi l'amore e la magia. Questo libro racconta la storia due adolescenti bizzarri ed alienati e la loro relazione non è nè di amore nè di desiderio. Se Ninagawa è interessato a Hatsu solo perchè lei ha incontrato il suo idolo (e lui è davvero un fanatico), Hatuso è sia affascinata che schifata da lui, e prova il desiderio di farlo soffrire (ma proprio fisicamente, infatti non perde occasione per dargli calci o pugni facendo finta di niente). Trama esile e finale inesistente.

Giudizio: 2/5

Recensione 100 - Donne eccellenti

Autore: Barbara Pym
Titolo: Donne eccellenti
(Titolo originale: Excellent Women)
Traduzione: Daniela Bonelli
Edizione: La Tartaruga, 1985 (prima edizione 1952)
Pag.: 198
ISBN: 9788885678071

 

I numeri tondi hanno sempre un certo fascino, e quando sono arrivata alla recensione numero 100 e mi sono accorta che toccava a Donne eccellenti di Barbara Pym sono rimasta molto soddisfatta. Non è certo il capolavoro del secolo ma è un ottimo libro e poi poteva capitarmi di dover recensire come centesimo l'orribile Solo con gli occhi (non me ne vogliano gli estimatori).

Barbara Pym è una scrittrice che spesso ho messo in wishlist per motivi che non ricordo. Poi ho trovato su bookmooch questo volumetto. Infine la lettura del blog di Cristina, En Barcelona, grande estimatrice di questa autrice, mi ha ispirato a inserirla nelle mie letture di luglio. Ambientato nella Londra degli anni Cinquanta, Donne eccellenti racconta la storia di Mildred Lathbury, una zitella dichiarata di trenta e rotti anni, senza famiglia in vita, che vive una vita felice e spensierata nel suo appartamento, frequentando assiduamente la chiesa e lavorando part time come volontaria per un'associazione. Le sue frequentazioni abituali sono i Malory, ovvero il pastore Julian e la di lui sorella Winifred.

La vita di Mildred viene sconvolta dall'arrivo dei coniugi Napier, Helena e Rockingham, che prendono in affitto l'appartamento sotto al suo, e dalla conseguente conoscenza dell'antropologo Everard Bone, loro amico. Inoltre anche Julian e Winifred decidono di affittare una parte della loro casa a una giovane vedova di nome Allegra Gray, che sconvolgerà il loro equilibrio. La storia si dipana come una commedia romantica raccontata da una narratrice 'single' che sembra essere, con la sua intelligenza e indipendenza, la più soddisfatta di tutti.

Questo libro è soddisfacente sotto più punti di vista: l'ambientazione domestica del romanzo appaga la mia passione per le narrazioni intime e familiari o quasi, mentre il personaggio di Mildred, con la sua sagacia ed il suo apparentemente ingenuo - ma in realtà precisissimo - spirito di osservazione, ribalta lo stereotipo della zitella (o donna eccellente, da cui il titolo) noiosa e poco intelligente seppur utile alla società.

Giudizio: 4/5

lunedì 25 luglio 2011

Recensione 099 - The Well of Lost Plots

Autore: Jasper Fforde
Titolo: The Well of Lost Plots
(Titolo italiano: Il pozzo delle trame perdute)
Edizione: Penguin 2004 (2003)
Serie: Thursday Next, #3
Pag.: 373
ISBN: 9780143034353


The Well of the Lost Plots (Il pozzo delle trame perdute) è il terzo libro della saga "Thursday Next" scritta da Jasper Fforde. La serie è così composta: 1. Il caso Jane Eyre (The Eyre Affair) 2. Persi in un buon libro (Lost in a Good Book) 3. Il pozzo delle trame perdute (The Well of Lost Plots) 4. C'è del marcio (Something Rotten) 5 First Among Sequels (ancora non tradotto) 6. One of Our Thursdays is Missing (non ancora tradotto).

Thursday Next è incinta, il marito è stato eradicato, la sorella del suo nemico Acheron Hades si è intrufolata nel suo cervello, la Goliath le è alle calcagna. Ma grazie al programma di scambio di personaggi Thursady prende residenza all'interno di un giallo inedito e bruttino: Cime di Cavisham. Qui svolge le veci del personaggio Mary e nel frattempo prosegue l'apprendistato come agente di Jurisfiction sotto la temibile Miss Havisham.

Sempre divertente e frizzante, con qualche tocco commovente, questo terzo appuntamento non smentisce la verve del nostro Jasper Fforde. Ho amato profondamente i due generici e la nonnina di Thursday che è semplicemente mitica! E' difficile per questo genere di libri mantenere il livello di attenzione dei lettori, perchè qui l'attrazione risiede non tanto nella trama o nell'approfondimento dei personaggi, bensì nel divertissement, nel gioco libresco, nelle invenzioni mirabolanti. E poichè anche il circo più fantastico a un certo punto stufa, secondo me il trucco è distanziare questi volumetti l'uno dall'altro quel tanto che basta a evitare l'assuefazione.

Giudizio: 4/5

Recensione 098 - Una stanza tutta per gli altri

Autore: Alicia Giménez-Bartlett
Titolo: Una stanza tutta per gli altri
(Titolo originale: Una habitación ajena)
Traduzione: Nicola M.
Edizione: Sellerio, 2003 (prima edizione 1997)
Pag.: 295
ISBN: 9788838919039



15 dicembre 1929

Se questo diario non l'avessi scritto io e un bel giorno dovesse cadere nelle mie mani, cercherei di scrivere un romanzo su Nelly, sul suo personaggio. Tutta la storia tra noi, gli sforzi miei e di Leonard per liberarci di lei, le nostre riconciliazioni

Alicia Giménez-Bartlett è più nota per la sua serie poliziesca con protagonista Pedra Delicado, ma questo romanzo, Una stanza tutta per gli altri, è qualcosa di diverso. E' il diario fittizio della cuoca di Virginia Woolf, Nelly Boxall. La voce narrante è quella di Alicia, che finge di aver trovato questo diario a Londra e ne riporta degli spezzoni. A questi alterna delle riflessioni sia dal punto di vista di Virginia Woolf che dal punto di vista di Nelly e della cameriera, Lottie Hope.

Virginia Woolf non è una scrittrice semplice, e dopo Orlando e il saggio Una stanza tutta per sè il mio tentativo con La signora Dalloway non è andato esattamente a buon fine. Eppure, la Woolf è una figura affascinante, immersa nel gruppo di Bloomsbury, un pugno di artisti che condividevano una ribellione sia artistica che personale nei confronti dello status quo.

Virginia Woolf soffriva di forti depressioni fin da giovane e tutto il suo tempo produttivo era incanalato nella scrittura e nella stampa di libri (i Woolf avevano organizzato nella loro casa una piccola casa editrice). Nel primo dopoguerra inglese fu costretta ad assumere una cuoca e una cameriera per gestire la casa, ma i limiti e gli inconvenienti del rapporto con le domestiche (rapporto che era poco coerente con le idee di uguaglianza e libertà che la Woolf e i suoi amici sbandieravano) le fecero spesso desiderare di liberarsi di loro e di provare a gestire la casa con l'aiuto di domestiche a ore.

Senza dubbio la servitù residente creava dei problemi di relazione non banali. In un'epoca molto lontana dalla nostra, in cui però ci furono le prime rivendicazioni sindacali, le donne che lavoravano a servizio erano ancora ben poco rappresentate e dipendevano in tutto e per tutto dalla benevolenza delle datrici di lavoro, che potevano anche vietare, per esempio, di raggiungere un parente malato o in difficoltà.

E' quindi affascinante vedere quella che viene considerata - ed è - una pioneria letteraria, alle prese con gli aspetti più banali della gestione di una casa. Altrettanto affascinante è vedere l'influsso di una casa aperta, frequentata da artisti e da persone sessualmente libere, su comuni persone allevate con una morale ben più stretta. Nelly Boxall inizialmente ammira profondamente la sua datrice di lavoro ma ben presto la convivenza delle due donne e il potere che detenevano l'una sull'altra ha portato questo rapporto a venarsi d'odio. E' incredibile pensare che questo diario sia fittizio, e mi piacerebbe davvero capire che cosa c'è di vero e cosa di romanzato in questo volume.

Giudizio: 4/5

venerdì 22 luglio 2011

Recensione 097 - The Mystery of Edwin Drood

Autore: Charles Dickens
Titolo: The Mystery of Edwin Drood
(Titolo italiano: Il mistero di Edwin Drood)
Edizione: Gutenber Project
Pagine: ---
ISBN: ---


Il mistero di Edwin Drood è l'ultima e incompiuta opera di Charles Dickens. Edwin Drood è giovane e promesso all'orfana Rosa. I due non sono però innamorati per cui decidono di rompere il fidanzamento. Subito dopo Edwin sparisce. Cosa è successo? Impossibile saperlo, anche se sembra generalmente ritenuto che Edwin sia morto ucciso dallo zio Jasper, impazzito a causa del suo amore per Rosa.

Ammetto che ho trovato molto difficile leggere questa storia in inglese. Dickens non è facile, la sua prosa è ricca e molto descrittiva. Il fatto che il romanzo sia incompiuto non ha aiutato. Credo che il libro non manchi solo del finale, ma di una buona metà. In ogni caso come sempre Dickens crea dei personaggi affascinanti e molto piacevoli come Septimus Crisparkle, Mr. Grewgious e Mr. Tartar (purtroppo una breve apparizione).

Poichè il romanzo è incompiuto, molti si sono cimentati con delle continuazioni o elaborazioni:

- Robert Henry Newell The Cloven Foot (sia parodia che continuazione)
- Leon Garfield The Mystery of Edwin Drood
- Charles Forsyte The Decoding of Edwin Drood
- Fruttero & Lucentini La verità sul Caso D.
- Dan Simmons Drood  (tradotto in italiano con lo stesso titolo)
- Matthew Pearl The Last Dickens (tradotto con il titolo Il ladro di libri incompiuti)

Giudizio: 3/5

The Mystery of Edwin Drood is Dicken's last - and unfinished - novel. Edwin Drood is young and supposed to marry orphan Rosa. The two of them are not really in love, though, so they decide to broke their engagement. Soon after Edwin disappears. What happened? Impossible to know, even if it seems to be generally believed that Edwin Drood died, and that his killer was his uncle Jasper Drood, mad because of his love for Rosa.

I must admit I found it very difficult to read this story in English, at first. Dickens is not easy, his prose is rich and very descriptive. The fact that the novel is unfinished didn't help. I think this novel is not missing only an ending, but much more. It seems to Dickens was just in the middle of it when he died. Anyway as usual I find Dickens is able to create likable characters such as Septimus Crisparkle, Mr. Grewgious and Mr. Tartar.

Since the novel is unfinished, many have tried to provide for a continuation or an elaboration of this story:

- Robert Henry Newell The Cloven Foot (both a parody and a continuation)
- Leon Garfield The Mystery of Edwin Drood
- Charles Forsyte The Decoding of Edwin Drood
- Fruttero & Lucentini The D Case
- Dan Simmons Drood
- Matthew Pearl The Last Dickens

Rate: 3/5

giovedì 21 luglio 2011

Recensione 096 - Babbitt

Autore: Sinclair Lewis
Titolo: Babbitt - Il romanzo dell'americano medio
(Titolo originale: Babbitt)
Traduzione: Barbara Buoniventi
Edizione: Tea, 1997
Pag.: 425
ISBN: 8798878180055




Babbitt è ambientato negli anni Venti e fu pubblicato nel 1922, ma è molto moderno nella sua satira dei valori della borghesia. George F. Babbitt è un uomo d'affari borghese che vive a Zenith, Ohio, una città inventata. Quando comincia a soffrire della crisi di mezza età, Babbitt si ritrova legato a tutte le regole sociali che governano la comunità d'affari di Zenith. Alla fine incapace di completare la sua ribellione, questa sembra però trovare completezza proprio nel comportamento del figlio a fine romanzo.

Un conformista, pieno di conoscenze che sbandiera ai quattro venti, chiassoso e presuntuoso, Babbitt dovrebbe essere decisamente un personaggio sgradevole eppure in qualche modo conquista il lettore. E' proprio come un bambino, perfettamente felice con le sue idee preconfezionate sulla politica, sulla società e sulla famiglia. Ma un giorno comincia a sentire che gli manca qualcosa, cosa mai potrà essere? L'avventura, certo! Così va bei boschi insieme al suo migliore amico, si trova un'amante e passa le serate con i suoi amici bevendo e fumando, finchè la moralista - ma priva di morale - classe di uomini d'affari di Zenith comincia a dargli filo da torcere e lo costringe a rientrare nei ranghi. Una lettura piacevole, anche se la mancanza di trama a tratti si fa sentire.

Giudizio: 3/5

Babbitt is set in the 1920s and was published in 1922, but it is very modern in its satire of middle-class values. George F. Babbitt is a middle-class businessman living in Zenith, Ohio, a fictional city. When he undergoes a middle life crisis, Babbitt finds himself tied by all the social rules governing Zenith's business community, and is finally unable to complete his rebellion, even if this rebellion seems to find completion in his son's behaviour at the end of the novel.

A conformist, a name-dropper, boisterous and noisy, Babbitt should be an unlikable character but succeeds in winning his audience, somehow. Babbitt is just like a child, perfectly happy with his ready-made political, social and family ideas. But then one day he feels there is something missing, what could that be? Well, adventure! So he goes in the woods with his best friend and then finds himself a mistress and spent his evenings with her friends, smoking and drinking. When the self-righteous - but without morals - business colleagues challenge him, he finally gives up his rebellion. A nice reading, even if the lack of plot sometimes makes it a little heavy.

Rating: 3/5

mercoledì 20 luglio 2011

Recensione 095 - Dead in the family

Autore: Charlaine Harris
Titolo: Dead in the Family
(Titolo italiano: Morto in famiglia)
Serie: Southern Vampire Mysteries, #10
Edizione: Ace Books, 2010
ISBN: 9780441018642


Dead in the Family (Morto in famiglia in italiano) è il decimo libro della serie di Sookie Stackhouse scritta da Charlaine Harris. Nel libro precedente Sookie aveva sofferto molto durante la breve ma crudele guerra delle fate, sia fisicamente che emotivamente. Ora si sta riprendendo, ma come al solito i problemi tornano a bussare alla sua porta. Il creatore di Erik, Appius Livius Ocella, si presenta all'improvviso accompagnato dalla sua ultima creazione: niente meno che Alexei Romanov. Alexei è un vampiro problematico e Ocella sembra pensare ad Erik come sua ultima risorsa. Bill sta ancora male a causa dell'avvelenamento da argento, e si rifiuta di chiamare l'unica persona il cui sangue lo può salvare. Alcuni esseri fatati si aggirano nella proprietà di Sookie, e perfino i mannari stanno avendo ancora problemi dopo essersi rivelati al mondo umano.

Decisamente un libro ricco. Mi è piaciuto molto vedere Sookie alle prese con il piccolo Hunter. E' stato anche interessante un Erik messo in una nuova posizione a causa della presenza del suo creatore. Non mi piace molto l'idea di Sookie romanticamente coinvolta con un essere soprannaturale, più che altro perchè sembrano sempre essere soggetti a tutta una serie di regole feree, che impedisce loro di fare ciò che vogliono (un'interessante contraddizione, dal mio punto di vista). Ma se deve essere, direi che Erik è la scelta migliore. E mi è anche piaciuto il finale, per quanto inverosimile.

Giudizio: 4/5

Dead in the Family is the tenth book in Sookie Stackhouse series by Charlaine Harris. In the previous novel Sookie had greatly suffered during the brief but cruel Faery War, both physically and emotionally. Now she is recovering, but soon it's problems time again. Eric's maker, Appius Livius Ocella shows up together with his other creation: nothing less than Alexei Romanov. Alexeis is a problematic vampire and Ocella seems to think Erik is his last chance to help him. Bill is still suffering from silver poisoning and is unwilling to contact the only person whose blood would be a cure for him. Some fairies have been wandering on Sookie's land and even the two-natured have problems since their revelation to the human world.

Definitely a rich book. I was happy to see Sookie relating to little Hunter. Moreover, it was interesting to see Erik in a new position, due to the presence of his maker. I don't like very much the idea of Sookie being romantically involved with a supe, just because these beings are always governed by strict rules and seldom free to do as they like (interesting contradiction, from my point of view) but if it has to be, I think Erik is the best choise. I liked very much the ending, incredible as it is.

Rating: 4/5

lunedì 18 luglio 2011

Nella mia wishlist [ week 28 ]

Banana Yoshimoto - High & Dry. Primo amore


Yuko è in grado di vedere cose che gli altri non vedono, e di indovinare i desideri e i pensieri di chi le sta intorno grazie a una sensibilità fuori dal comune. Compiuti quattordici anni, tutto sembra assumere sfumature misteriose, e il mondo si popola di bizzarre creature. Yuko sta imparando ad assegnare un colore a ogni stato d'animo e a ogni emozione; a insegnarglielo è Kyu, il suo maestro di disegno, che ha il doppio dei suoi anni. Quando dal fusto di una pianta fuoriescono degli strani omini verdi, loro sono gli unici a vederli. Nello stesso istante, Yuko assapora l'incanto sottile del primo amore. Sospesa tra realtà e immaginazione, un'adolescente va incontro alla vita accompagnata dagli affetti più cari, e scopre, giorno dopo giorno, i turbamenti del cuore, la tenerezza dei sentimenti e la difficoltà di diventare grande.

Jacqueline Kelly - L'evoluzione di Calpurnia (The Evolution of Calpurnia Tate)


Nei prati riarsi della calda stagione texana, Calpurnia non può fare a meno di notare che le cavallette gialle sono molto, molto più grandi delle cavallette verdi. Perché? Sono di due specie diverse? Calpurnia ha sentito parlare del libro di un certo Darwin, in cui si spiega l'origine delle specie animali. Forse può trovare quel libro nella biblioteca pubblica? Sì, ma la bibliotecaria non glielo vuole mostrare. Poco male, quel libro si trova anche a casa sua: nello studio del nonno, il libero pensatore della famiglia. Accompagnata dal nonno e dal libro proibito, Calpurnia riuscirà a scoprire i segreti delle diverse specie di animali, dell'acqua e della terra. E scoprirà anche se stessa.

Growing up with six brothers in rural Texas in 1899, 12-year-old Callie realizes that her aversion to needlework and cooking disappoints her mother. Still, she prefers to spend her time exploring the river, observing animals, and keeping notes on what she sees. Callie’s growing interest in nature creates a bond with her previously distant grandfather, an amateur naturalist of some distinction. After they discover an unknown species of vetch, he attempts to have it officially recognized. This process creates a dramatic focus for the novel, though really the main story here is Callie’s gradual self-discovery as revealed in her vivid first-person narrative. By the end, she is equally aware of her growing desire to become a scientist and of societal expectations that make her dream seem nearly impossible. Interwoven with the scientific theme are threads of daily life in a large family—the bonds with siblings, the conversations overheard, the unspoken understandings and misunderstandings—all told with wry humor and a sharp eye for details that bring the characters and the setting to life.

venerdì 15 luglio 2011

Recensione 094 - Catching Fire

Autore: Suzanne Collins
Titolo: Catching Fire
(Titolo italiano: La ragazza di fuoco)
Serie: The Hunger Games #2
Edizione: Scholastic Press, 2009
Pag.: 400
ISBN: 9780439023498


Catching Fire è il secondo volume della trilogia Hunger Games (la mia recensione del primo libro qui). Il primo libro mi era piaciuto, ma meno di quanto mi aspettassi, e non ero poi così ansiosa di leggere il secondo. Mentre leggevo la prima parte di Catching Fire, pensavo di aver avuto anche ragione: Katniss è tornata a casa, ma le manca la sua vecchia vita. Inoltre, le cose con Peeta non vanno affatto bene, poichè lui sa che Katniss non è mai stata innamorata di lui. Dall'altra parte, Gale ha iniziato a lavorare in miniera, e Katniss riesce a vederlo solo un giorno alla settimana, ma comunque le cose sono cambiate anche fra loro due. Non succede praticamente niente e le cose sono piuttosto noiose.

Una volta raggiunta la metà del romanzo, finalmente c'è un grosso colpo di scena (che non vi dirò, nel caso non abbiate letto il libro) e i nuovi Giochi iniziano. E anche se l'Arena è differente, e i Giochi sono differenti, siamo di nuovo in quel mondo, e la storia sembra essere solo un'altra versione del primo libro degli Hunger Games. Quando i Giochi finiscono, ci vengono dette molte cose interessanti ma poi il libro finisce subito e devi comprare il successivo.

Cara Suzanne, darò un buon voto a questo romanzo, e leggerò il prossimo, ma devo dirti un paio di cose: sei brava a creare colpi di scena e a finire i romanzi sul più bello, ma dovresti lavorare un po' di più su quello che scrivi in mezzo.

Giudizio: 4/5

Catching Fire is the second novel of The Hunger Game trilogy (my review of the first book here). I had liked the first book, but not as much as I thought I would, and I wasn't that eager to read the second one. As I was reading the first half of Catching Fire it seems to me I was right: Katniss is back home, but she misses her old life. Moreover, things with Peeta are not going well, since he knows she is not in love with him. On the other end, Gale is now working in the mines, so Katniss is able to see him only one day per week and anyway their relationship is changed, too. Nothing happens and things are quite boring.

Once reached the middle of the novel, finally there is a big twist (I can't tell you, in case you have not read the book yet) and the new Games begins. And even if the arena is different and the Games are different, we are back in that world, and the story seems to be another version of Hunger Games, volume two. When the Games are over, we are told many interesting things but then the book is finished and you have to buy the third one.

Dear Suzanne, I am going to rate this book quite well, and I am going to read the next one, but I must tell you a couple of things: you are good at plot twist and cliffhangers but you should work on what you write in between these.

Rate: 4/5

mercoledì 13 luglio 2011

Recensione 093 - In Stereo Where Available

Autore: Becky Anderson
Titolo: In Stereo Where Available
(non tradotto in italiano)
Edizione: Medallion Press, 1997
Pag.: 350
ISBN: 9781933836201


Phoebe Kassner ha ventinove anni, ed è vergine. Non l'ha pianificato, è semplicemente 'successo' mentre aspettava l'amore. Quando il suo ragazzo la lascia alla vigilia di una cena per presentarlo ai genitori, Phoebe decide che è giunto il momento di accettare il consiglio della sua coinquilina ed iscriversi a un sito di appuntamenti. Mentre Phoebe comincia ad uscire con una serie di strani personaggi, riceve un messaggio in segreteria da parte di un certo Jerry, chiaramente vittima di un falso numero ricevuto da una certa Karen. Phoebe si impietosisce e finiscono con l'uscire insieme. Jerry sembra essere l'uomo giusto, ma ci sono dei grossi problemi che la coppia deve risolvere.

In Stereo Where Available è un buon chick lit. Anche se la storia tra Phoebe e Jerry mi sembra mancante di passione, sicuramente è un resoconto veritiero e plausibile delle negoziazioni e dei compromessi che sono necessari in ogni storia di lunga data. Penso che l'autrice abbia scelto un problema piuttosto 'pesante' e sicuramente io non sarei stata in grado di accettare il passato di Jerry ma immagino che molte coppie abbiano problemi simili. Al di là di questo, il libro è piuttosto leggero: la coinquilina di Phoebe è davvero uno spasso, con la sua incrollabile fede nei suoi metodi di valutazione della compatibilità di una coppia: astrologia, indirizzi, tipologia e marca di auto. Inoltre, Phoebe ha una sorella gemella, modella e aspirante attrice, che sta partecipando a un reality show competitivo e brutale.Il suo comportamento e più in generale la famiglia allargata e stravagante di Phoebe rappresentano una buona fonte di divertimento.

Giudizio: 3/5

Phoebe Kassner is 29, and is a virgin. She hadn't planned it, it just 'happened' while she was waiting for love.
When her boyfriend dumps her by e-mail, just before a dinner with her parents, Phoebe decides it's time to follow her flatmate's advice and find someone using a dating website. While Phoebe begins a series of weird dates, she receives a phone message from a guy named Jerry, who has been obviously given a fake number by some Karen. Phoebe takes pity on him and after some time they begin dating. Jerry seems to be the right one, but there some big problems the couple need to sort out.

In stereo when available is a good chick-lit reading. While the love story between Phoebe and Jerry seems to lack some passion, it is certainly a truthful and believable account of the negotiations and compromises necessary in every long relationship. I think the author may have chosen a really heavy 'problem' and I wouldn't be able to accept Jerry's past but still, I guess there are many couples having similar problems. Apart from this, the book is quite light. Phoebe's flatmate is real fun, with her staunch faith in her methods to determine couple's compatibility: astrology, addresses, car brands. Moreover, Phoebe has a twin sister, model and a aspiring actress, who has just entered a really competitive and ruthless reality show. Her behaviour, and Phoebe's whole peculiar extended family, provide for some pretty amusing moments.

Rating: 3/5

martedì 12 luglio 2011

Recensione 092 - A sangue freddo

Autore: Truman Capote
Titolo: A sangue freddo
(Titolo originale: In Cold Blood)
Traduzione: Mariapaola Ricci Dèttore
Edizione: Garzanti, 1970 (first published 1965)
Pag.: 391
ISBN: non presente


A sangue freddo è un reportage esteso di un omicidio multiplo. Quando Truman Capote venne a sapere di questa tragedia, avvenuta in Kansas nel 1959, si recò subito sul luogo insieme all'amica d'infanzia Harper Lee. Intervistarono molte persone nella cittadina di Holcomb e poichè poco dopo i due assassini vennero catturati, Capote intervistò ripetutamente anche loro, spendendo sei anni nella scrittura di questo libro, forse il primo romanzo non-fiction mai pubblicato.

Herbert Clutter era un coltivatore benestante e rispettato a Holcomb, Texas. Viveva con la moglie Bonnie, malata, e i figli minori Nancy, 16, e Kenyon, 15, mentre le figlie maggiori avevano già cominciato la loro vita adulta fuori dalla casa paterna. Gli ex detenuti in libertà sulla parola Richard "Dick" Hickock e Perry Edward Smith commisero gli omicidi. Il loro piano originale era di derubare il signor Clutter, poichè Dick aveva saputo da un compagno di cella che era solito tenere molto denaro in casa. Una volta lì, e avendo scoperto che questa informazione era falsa, Smith uccise il signor Clutter e poi la sua intera famiglia. Poco dopo i due furono arrestati e, dopo cinque anni nel braccio della morte, giustiziati per impiccagione.

A sangue freddo fu inizialmente pubblicato a puntate dal New Yorker (1965) e causò una subitanea reazione. L'anno dopo la Random House lo pubblicò sotto forma di libro. Sulla base dell'articolo di Wikipedia, A sangue freddo fu accusato di essere cruento (Tom Wolfe scrisse: "Il libro non è nè un "chi-l'ha-fatto" nè un "li-prenderanno" perchè la risposta ad entrambe le domande è nota fin principio... Invece, la suspense del libro è ampiamente basata sull'idea totalmente nuova per le storie investigative: la promessa di dettagli cruenti, e la decisione di non fornirli fino alla fine.") e anche di essere non totalmente accurato.

Capote è molto bravo a scrivere un resoconto narrativo ma comunque giornalistico (nel senso migliore del termine, ovvero in modo oggettivo, il narratore infatti è molto distaccato). So che questo distacco può essere visto come un fattore negativo, ma io lo preferisco allo stile melodrammatico in auge al giorno d'oggi. Capote ci presenta la famiglia Clutter, composta di membri buoni e produttivi della società di Holcomb. Ci presenta i due assassini, due psicopatici. Ci presenta Holcomb, una città sofferente e paranoica. Quando il libro finisce sembra quasi che sia una storia come tante altre, forse grazie all'ambientazione distante nel tempo e nella geografia e alla traduzione datata (ma bellissima). Ma quando si digita "Clutter family" su Internet e si vedono le foto, si realizza improvvisamente che qui stiamo parlando di persone vere. Inquietante.

Giudizio: 4/5

In Cold Blood is the extended reportage of a multiple murder. When Truman Capote learned about this tragedy, happened in Kansas in 1959, he went there together with his childhood friend Harper Lee. They interviewed many people in the town of Holcomb and since short after the two murderers were captured, Capote repeatedly interviewed them too, spending six years writing this book, possibly the first non-fiction novel ever published.

Herber Clutter was a wealthy and respected farmer in Holcomb, Texas, living with his wife, Bonnie, an ill woman, and his younger two children, Nancy, 16, and Kenyon, 15, while the two oldest daughters had already started their lives out of the paternal house. The ex-con on parole Richard "Dick" Hickock and Perry Edward Smith committed the murder. Their original plan was to rob Mr. Clutter, since Dick had been told by a fellow prisoner that he used to keep much money. Once there, and having discovered this information to be false, Smith killed Mr. Herbert and then his whole family. Shortly after, they were arrested and, after five years in the death row, executed by hanging.

In Cold Blood was published in four parts on The New Yorker (1965), causing an immediate sensation. The year after Random House published it as a novel. According to the Wikipedia article, In Cold Blood was accused of being gory (Tom Wolfe wrote: "The book is neither a who-done-it nor a will-they-be-caught, since the answers to both questions are known from the outset ... Instead, the book's suspense is based largely on a totally new idea in detective stories: the promise of gory details, and the withholding of them until the end.") but also of being inaccurate.

Capote is good in writing a fictional, but still journalistic (in the best sense, that is, objectively, the narrator is really detached) account. I know that this detachment can be seen as a negative trait, but I prefer it to the contemporary melodramatic style. We are presented the Clutter family, made of good and productive members of the Holcomb society. We are presented the two killers, two psychopaths. We are presented Holcomb, a paranoid city in distress. When the book is finished, it almost seems, thanks to the distant setting and the dated (but beautiful) translation, that this is just another story on your shelf. But when you type "Clutter family" on the web and see the pictures, you suddenly realize we are talking about real people here.  Unsettling.

Rating: 4/5

lunedì 11 luglio 2011

Riepilogo di giugno

Un buone mese, con delle conferme (Janet Evanovich, Charlaine Harris) un buon quantitativo di mediocri e delle delusioni (Niffenegger in primis!). Noterete due abbandoni, sto finalmente imparando a lanciare - metaforicamente! - dalla finestra i libri che non mi piacciono. Continua la rilettura di Martin, in vista della pubblicazione dell'ultimo (ma non conclusivo!) volume della saga (prevista in lingua originale il 12 di luglio). I migliori del mese sono Old School di Tobias Wolff e A Complicated Kindness di Miriam Toews, entrambi tradotti in italiano.

A good reading month. Some confirmations (Janet Evanovich, Charlaine Harris) and many unimpressive books and some disappointments (Niffenegger first of all!). You will find two abandoned books, since I am finally learning to throw away - only metaphorically! - those books I don't like. I am going on with rereading Martin, since this month his latest book in the saga will be published. The best of the months are Old School by Tobias Wolff and A Complicated Kindness by Miriam Toews.

R077 - Tobias Wolff - Old School 5/5
Wu Ming - Manituana *abbandonato*
R078 - Jennifer Vandever - The Brontë Project 3/5
R079 - Miriam Toews - A Complicated Kindness 5/5
R080 - Deborah Simmons - Il cavaliere rosso 3/5
R081 - Tom Perrotta - Little Children 4/5
R082 - Janet Evanovich - Due di troppo #2
R083 - Fannie Flagg - Miss Alabama e la casa dei sogni 4/5
R084 - Melissa Bank - The Wonder Spot 3/5
R085 - Diana Gabaldon - Il ritorno 4/5
R086 - Sally Beauman - Destiny 3/5
R087 - Marian Keyes - Baci da Malibu 3/5
R088 - Michèle Lesbre - Il canapé rosso 3/5
R089 - Charlaine Harris - Dead and Gone #9 4/5
Brenda Joyce - Dark Seduction *abbandonato*
(rilettura George R. R. Martin - Il regno dei lupi #3) 5/5
R090 - Steve Martin - Shopgirl 3/5
R091 - Audrey Niffenegger - Her Fearful Symmetry 3/5

Nuovi arrivi del mese:

Kate Morton - Una lontana follia
Helen Simonson - Una passione tranquilla
Helene Hanff - 84 Charing Cross Road
Sebastian Japrisot - A Very Long Engagement
Helen Dunmore - The Siege
Maggie O'Farrell - The Vanishing Act of Esme Lennox
Mary McCarthy - The Group
Elizabeth Taylor - Angel
Marina Lewycka - A Short History of Tractors in Ukranian
Dodie Smith - I Capture the Castle
Katarina Mazetti - Benny & Shrimp
Richard Yates - The Easter Parade
Sue Miller - The Senator's Wife
Eva Rice - The Lost Art of Keeping Secrets
Anne Fine - In Cold Domain
John Mortimer - Rumpole and the Penge Bungalow Murders
Barbara Kingsolver - The Poisonwood Bible
Alice Thomas Ellis - The Summerhouse Trilogy
Penelope Lively - Family Album
Anthony McCarten - Death of a Superhero
Nick Cave - The Death of Bunny Munro

venerdì 8 luglio 2011

Recensione 091 - Her Fearful Symmetry

Autore: Audrey Niffenegger
Titolo: Her Fearful Symmetry
(Titolo italiano: Un'inquietante simmetria)
Edizione: Scribner, 2010
Pag.: 416
ISBN: 9781439169018



Ho amato La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo, per cui non è strano che fossi molto ansiosa di leggere questo. Anche la trama sembrava interessante:

Le due gemelle Julia e Valentina conducono l'esistenza protetta eppure piena di interrogativi tipica degli adolescenti americani. Un giorno ricevono una misteriosa missiva indirizzata loro dalla zia materna Elspeth. gemella a sua volta della loro madre e mai conosciuta. Dalla lettera apprendono della morte della misteriosa zia e di avere ereditato il SUO appartamento londinese, a una condizione però: che accettino di viverci per un anno, dandosi il tempo e il modo di conoscere finalmente una parente così prossima eppure mai incontrata prima. Dopo mille tentennamenti i genitori delle due ragazze danno il loro assenso. Quello che Julia e Valentina troveranno ad attenderli è un bizzarro e affascinante appartamento prospiciente il suggestivo cimitero di Highgate, in un palazzo abitato da curiosi personaggi che conoscevano assai bene la zia. Elspeth dal canto suo è tutt'altro che scomparsa, e ben presto comincia a dare inquietanti segnali della sua presenza all'interno della casa, segnali a cui Valentina è particolarmente sensibile. (da aNobii)

(alcuni spoiler) Quando ho capito che Elspeth era diventata un fantasma, mi è crollato tutto. Il segreto delle due gemelle maggiori è direi imbarazzante, il rapporto morboso fra le due gemelle minori è troppo melodrammatico, specialmente nella scelta di Valentina per liberarsi della gemella. Il risultato di questo 'esperimento' è semplicemente ridicolo, e il finale insoddisfacente. Mi sembra che l'autrice abbia creato una grande tensione senza però riuscire a risolverla con successo. Non lo consiglierei, a meno che non vi interessi in modo particolare il cimitero di Highgate, molto presente.

Giudizio: 3/5

I had loved The Time Traveler's Wife, so it is no surprise I was eager to read this one. The plot seemed interesting too:

When Elspeth Noblin dies of cancer, she leaves her London apartment to her twin nieces, Julia and Valentina. These two American girls never met their English aunt, only knew that their mother, too, was a twin, and Elspeth her sister. Julia and Valentina are semi-normal American teenagers--with seemingly little interest in college, finding jobs, or anything outside their cozy home in the suburbs of Chicago, and with an abnormally intense attachment to one another.

The girls move to Elspeth's flat, which borders Highgate Cemetery in London. They come to know the building's other residents. There is Martin, a brilliant and charming crossword puzzle setter suffering from crippling Obsessive Compulsive Disorder; Marjike, Martin's devoted but trapped wife; and Robert, Elspeth's elusive lover, a scholar of the cemetery. As the girls become embroiled in the fraying lives of their aunt's neighbors, they also discover that much is still alive in Highgate, including--perhaps--their aunt, who can't seem to leave her old apartment and life behind.  (from goodreads.com)

(some spoilers) When I understood that Elspeth had turned into a ghost, everything seemed to collapse. The secret involving the oldest pair of twins is somewhat embarassing, the morbid relationship between the youngest pair of twins is too much melodramatic, especially the way Valentina devises to get rid of her twin. The outcome of this 'experiment' is simply ridiculous, and the ending highly disappointing. It seemed to me the author created a great suspense but was not able to resolve it successfully. I would not recommend this one, except if you are interested in the Highgate Cemetery.

Rating: 3/5

giovedì 7 luglio 2011

Recensione 090 - Shopgirl

Autore: Steve Martin
Titolo: Shopgirl
(Titolo italiano: Shopgirl)
Edizione: Hyperion, 2001
Pag.: 130
ISBN: 9780786885688




Shopgirl è la storia della giovane Mirabelle, che lavora al reparto guanti di un grosso negozio a Los Angeles e vive sola in un piccolo appartamento, aspettando disperatamente una telefonata dagli amici. Quando incontra il donnaiolo e milionario Ray, un uomo sulla cinquantina che vive a Seattle, pensa che la loro sia una storia d'amore. Ray invece la considera semplicemente un modo piacevole di passare il tempo finchè non incontrerà la donna giusta. Nel frattempo Mirabelle cerca di combattere la depressione e di sviluppare il suo talento artistico.

Inizialmente ho apprezzato lo stile delicato e demodè del romanzo e l'approfondimento psicologico dei personaggi, ma a un certo punto ho realizzato che questa storia non stava andando da nessuna parte. Mirabelle è davvero disperata, al punto che chiunque è meglio di nessuno. Tutti i personaggi sono ben lontani dall'essere assertivi (specialmente Mirabelle, che è perfino incapace di far capire ai suoi amici che una loro mancata telefonata o un mancato incontro la feriscono), con l'unica eccezione di una sgradevole ragazza di nome Lisa, collega di Mirabelle, la cui funzione è incomprensibile. Non ho apprezzato molto il finale, poichè mi è sembrato che la soluzione dell'autore ai problemi di Mirabelle sia di trovarle un uomo (ma la depressione è una malattia seria!), e allo stesso tempo che non ci sia nessuno sviluppo caratteriale. Inoltre ho trovato non solo improbabile ma pure imbarazzante la trasformazione di Jeremy da stupido ed egoista in una persona normale e affidabile. Una lettura interessante, ma non penso che continuerò con gli altri libri di Steve Martin.

Giudizio: 3/5

Shopgirl is the story of young Mirabelle, who works at the gloves department of a big store in Los Angeles and lives alone in a little flat, desperately waiting for phone calls from friends. When she meets Seattle-based womanizer and millionaire on his fifties called Ray, she thinks their story is a love one. Ray, on the other hand, thinks she is just a nice way to spend his time until he meets the right woman. In the meanwhile Mirabelle tries to fight back her depression and develop her artistic talent. 

At first I liked the delicate and out-of-fashion style and the psychological portrayal of the characters, but at a certain point I realized the story wasn't going anywhere. Mirabelle is really desperate, to the point where anyone is better then no one. All the characters are far from being assertive (especially Mirabelle, who seems even unable to make her friends understand they hurt her when they fail to show up or call her after having promised to do so) with the only exception of a very unlikable girl called Lisa, a co-worker from the store, whose ultimate function in the story is unfathomable. I didn't like very much the ending, since it seemed to me that the author's solution to Mirabelle's problems is to find her a man, while there is no real character development. I also found Jeremy's transformation from a stupid self-centered jerk to a normal, reliable human being not only impossible, but also embarrassing. An interesting read, but still I don't think I'll read more by Steve Martin.

Rating: 3/5

martedì 5 luglio 2011

Nella mia wishlist [ week 26 ]

Sono da poco tornata dalle mie vacanze in Toscana e sto cercando di affrontare il rientro: lavorando, facendo lavatrici, cercando di scrivere recensioni e ovviamente navigando su internet e aggiungendo libri alla mia wishlist:

Richard Yates - Una buona scuola


In un'America alle soglie della seconda guerra mondiale, un collegio maschile del New England è il teatro delle avventure di William Grove - alter ego dell'autore - che cerca un riscatto dai soprusi dei coetanei affermandosi come reporter del giornalino scolastico; di Jack Draper, professore alcolizzato alle prese con i ripetuti tradimenti della moglie; e di Edith Stone, la figlia del preside, che si innamora del ragazzo più popolare della scuola. Le vite degli studenti e degli insegnanti si intrecciano in una tela imprevedibile, le cui maglie s'infittiscono via via che si avvicina l'ombra della chiamata alle armi.

Rudyard Kipling - Stalky and Co.

Non ho ancora capito se esiste un'edizione italiana di questo libro. Si tratta comunque di una serie di racconti incentrati sulla vita di alcuni ragazzi che frequentano un collegio inglese.

I am back from holidays in Tuscany and I am trying to cope with the return: working, doing laundry, trying to write reviews, and obviously surfing the net and adding books to my wishlist:

Richard Yates - A Good School


I've recently purchased The Easter Parade by Yates, and I haven't read it yet, but this was sounds perfect.

Richard Yates, who died in 1992, is today ranked by many readers, scholars, and critics alongside such titans of modern American ficiton as Updike, Roth, Irving, Vonnegut, and Mailer.

In this work, he offers a spare and autumnal novel about a New England prep school. At once a meditation on the twilight of youth and an examination of America's entry into World War II, A Good School tells the stories of William Grove, the quiet boy who becomes an editor of the school newspaper; Jack Draper, a crippled chemistry teacher; and Edith Stone, the schoolmaster's young daughter, who falls in love with most celebrated boy in the class of 1943.

Rudyard Kipling - Stalky and Co.


In summer all right-minded boys built huts in the furze-hill behind the College - little lairs whittled out of the heart of the prickly bushes, full of stumps, odd root-ends, and spikes, but, since they were strictly forbidden, palaces of delight. And for the fifth summer in succession, Stalky, McTurk, and Beetle (this was before they reached the dignity of a study) had built like beavers a place of retreat and meditation, where they smoked.