martedì 3 maggio 2011

Recensione 061 - The Hunger Games

Autore: Suzanne Collins
Titolo: The Hunger Games
(Titolo italiano: Hunger Games)
Serie: The Hunger Games, #1
Edizione: Scholastic, 2008
Pag.: 384
ISBN: 0439023483



Hunger Games è uno dei libri più chiacchierati degli ultimi anni. Originariamente pubblicato nel 2008, è il primo di una trilogia ambientata in un mondo postapocalittico e distopico. Il nord America è ora chiamato Panem ed è organizzato in dodici distretti, governati da una città chiamata Capitol. Ogni anno Capitol tiene gli Hunger Games, i Giochi della Fame, come avvertimento e punizione per una rivolta che nel passato si concluse con la distruzione completa del tredicesimo distretto. Si tratta di un reality show in cui ventiquattro ragazzi (due per distretto) devono combattere fra di loro per vincere. Il vincitore è l'unico sopravvissuto. L'unica regola - non scritta - è che non bisogna mangiare i propri avversari.

Katniss Everdeen vive nel Distretto Dodici con la madre e la sorella minore. Si è presa cura di loro fin dalla morte del padre, quando la madre era incapace di reagire e Katniss fu costretta a procurarsi il cibo da sè. Da allora ha imparato a raccogliere il cibo e a cacciare con il suo amico Gale, e vivono di questo. Quando la sorellina è scelta per partecipare agli Hunger Games, Katniss si offre come volontaria e ne prende il posto. L'altro concorrente locale è Peeta, il figlio del fornaio, cosa che non piace molto a Katniss in quanto sente di dovergli qualcosa da quando la aiutò subito dopo la morte del padre.

La prima cosa che ho notato di questo libro è che è davvero un page-turner. La seconda, che c'è qualcosa di distaccato nella narrazione che mi impedisce di essere completamente coinvolta nella storia. A parte questo, devo dire che non  ho molto apprezzato il triangolo amoroso che ho trovato un po' forzato (decisamente forzato). Quello che mi è piaciuto è la fierezza di Katniss, i suoi ricordi di come è sopravvissuta alla morte del padre riuscendo a sostenere la sua famiglia. Mi piace il suo distretto, i cui abitanti sono poveri ma orgogliosi e brava gente.

Ho anche apprezzato la differenza tra questo posto e Capitol, dove tutto è bello e nuovo e ce n'è in abbondanza (ma sotto la superficie è facile vedere qualcosa di diverso) e poi di nuovo la differenza con l'arena, dove i concorrenti sono costantemente osservati ma anche lasciati a se stessi. Questo è un romanzo costruito sulle dicotomie: un romanzo crudele ma con momenti davvero toccanti, un mondo ricchissimo opposto a uno poverissimo, la reale personalità dei personaggi opposta all'apparenza che sono costretti a creare in questo mondo centrato sulla televisione.

Decisamente da leggere.

Giudizio: 4/5

The Hunger Games is one of the most talked-about books of the last years. Originally published in 2008, it is the first in a trilogy set in a post-apocalyptic, dystopian world. North America is now called Panem and is organized in twelve districts, ruled by a city called Capitol. Every year Capitol holds the Hunger Games as a warning and a punishment for a past revolution (concluded with the complete erasure of the thirteenth district). This is a reality show where 24 teenagers (two for each district) must fight each other in order to win. The winner is the only survivor. The only - not written - rule is not to eat your enemies.

Katniss Everdeen lives in District Twelve with her mother and her little sister. She has been caring for them since her father's death, when her mother was unable to react and Katniss was forced to get hold of food by herself. Since then, Katniss has learned to collect food and to hunt, together with her friend Gale, and they are make a living out of this. When her sister is chosen as a contestant for the Hunger Games, Katniss volunteers and takes her place. The other local contestant is Peeta, the baker's son, and Katniss is not really happy about this since she feels she owes him something for some help he gave her just after her father's death.

The first thing I noticed about this book is that it is a real page-turner. The second one, that there is something detached about this narration that prevents me from getting completely involved in the story. Apart from this, I must say I did not like very much the love triangle, it is quite contrived in my opinion. What I liked about this novel is Katniss's fierceness, her memories of how she survived her father's death and managed to help and sustain her family. I like her district, its inhabitants are very poor but they are proud and good people.

I also liked the difference between this place and the Capitol, where everything is new and beautiful and plentiful (but under the surface it is easy to see something else), and then againg the difference with the arena, where they are constantly watched but also left on their own resources. This is a novel built on dichotomies: a cruel novel, but with truly touching moments, a very rich world opposed to a very poor one, your true self as opposed to the appearance for this tv-centered world.

I would definitely recommend this one.

Rating: 4/5

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